Oltre otto secoli di libri, fogli sparsi e lettere che racchiudono il sapere dei monaci Camaldolesi sulla foresta casentinese. Si tratta di tutte le loro conoscenze su come si gestiscono e si tutelano i boschi, che ora sono state raccolte e in parte digitalizzate. Sono nati così il Codice Forestale Camaldolese (di quattro volumi cartacei) e una enorme banca dati on-line accessibile a tutti: una vera e propria biblioteca virtuale sulla conservazione del nostro patrimonio boschivo.
Di fatto, negli ultimi 850 anni, i monaci Camaldolesi si sono presi cura e hanno coltivato i boschi dell’Appennino Centrale. Tagli fitosanitari che garantivanoil rinnovo, pacciamature che proteggevano le piante dai danni provocati dagli animali, interventi idraulico-forestali per evitare il ristagno dell’acqua sono solo alcune delle loro opere volte alla conservazione e alla corretta gestione dei boschi. Il primo dei quattro libri del loro codice è stato presentato oggi, 28 maggio, ad Arezzo, nella Sala Landino del Monastero di Camaldoli. Contemporaneamente, ha aperto ufficialmente i battenti anche la biblioteca on line con undici sezioni: sei sugli aspetti generali del progetto e sulla storia dell’ordine camaldolese, due su specifiche attività di progetto rivolte alla scuola e all’università, tre con informazioni sulle fonti, le abbazie e gli eremi camaldolesi.
Il lavoro di digitalizzazione è stato svolto dall’Istituto nazionale di economia agraria (Inea) in collaborazione con il Collegium Scriptorium Fontis Avellanae. Finora sono stati portati in formato elettronico 195 documenti dal 1253 al 1935 per un totale di 1.896 pagine, digitalizzate presso l’Archivio storico dell’Eremo e Monastero di Camaldoli. Presso l’Archivio di Stato di Firenze dovranno ora essere digitalizzati altri dieci volumi suddivisi in 70 tomi per un totale di 14.156 pagine scritte dal 1001 al 1857.
I documenti sono stati organizzati secondo undici categorie e indicizzati con 85 parole chiave. Una volta registrati sul sito, è possibile aggiungere note e commenti a tutti i documenti. Il sito ospita anche un forum pensato per dar vita a una community di ricercatori e tecnici forestali. (t.m.)





