Ai rifugiati sarà riservato lo stesso trattamento degli immigrati clandestini. E’ quanto prevede la legge Bossi-Fini sull’immigrazione approvata ieri in via definitiva dal Senato. In altre parole, le commissioni territoriali che devono decidere il destino di chi richiede asilo politico potranno decretare per questi l’espulsione immediata con accompagnamento alla frontiera. “Il testo ignora il fatto che i rifugiati scappano da situazioni atroci, di persecuzione e di tortura, e sono costretti dalle circostanze ad abbandonare la propria terra”, spiega Nicoletta Dentico, direttore generale di Medici senza frontiere, in un comunicato sottoscritto dall’associazione, da Amnesty International e dal Consorzio italiano di solidarietà (Ics). L’espulsione immediata, secondo Marco Bertotto, presidente di Amnesty International Italia, equivarrebbe al mancato riconoscimento dello status di rifugiato e impedirebbe alle persone di esercitare il diritto alla difesa. Inoltre, secondo Giulio Marcon, presidente di Ics, il disegno di legge non assicura l’indipendenza delle commissioni territoriali dal potere esecutivo né la competenza delle stesse in materia di diritti umani e diritto internazionale. Secondo le tre organizzazioni, che hanno organizzato la campagna ‘diritto d’asilo, una questione di civiltà’: “l’Italia perde l’ennesima occasione per mettersi al pari degli altri Paesi europei, dotati di una legge specifica sul diritto di asilo”. (d.d.v.)





