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Superfici oilproof

Così come vediamo l’acqua scivolare via su un materiale impermeabile, non è possibile osservare una goccia di petrolio fare lo stesso su nessuna superficie conosciuta. Ciò sarà ora possibile grazie a un nuovo materiale in grado di respingere gli idrocarburi, progettato da un gruppo di ricercatori del Massachussets Institute of Technology (Mit) che hanno pubblicato il loro studio su Science.

La creazione di materiali idrocarburo-repellenti, di cui non esistono esempi in natura, è da sempre una sfida per la scienza. Il materiale ideato dal Mit è simile a un tessuto costituito da speciali microfibre che essenzialmente respingono le gocce di petrolio mantenendole intatte sulla sua superficie senza che esse si ‘scompongano’, penetrando così al suo interno. La differenza fra l’acqua e gli idrocarburi sta nella tensione superficiale, la proprietà di attrazione reciproca fra le molecole che tende a tenere insieme una goccia di liquido. La tensione superficiale del petrolio e degli altri idrocarburi è molto bassa ed è per questa ragione che le penne degli uccelli non si imbevono di acqua mentre il petrolio può essere tolto solo lavando con sapone l’animale.

Il tessuto è formato da una speciale microfibra a bassissima energia di superficie, chiamata FluoroPoss, e da un comune polimero. Le fibre dei due materiali i formano insieme un angolo di contatto con la goccia molto ampio e impediscono al liquido di penetrare fra le fibre, dove lo spazio è occupato da sacche d’aria. Grazie alla sua consistenza, simile a un tessuto o a un foglio di carta, il materiale può essere utilizzato per rivestire molti tipi di superfici, come metalli, vetro, plastica o anche strutture biologiche come le foglie, attraverso il cosiddetto electrospinning: un procedimento che sfrutta una carica elettrica per formare strati di microfibre.

I ricercatori hanno anche identificato una serie di parametri per calcolare con equazioni matematiche il grado di resistenza del materiale alle diverse sostanze e progettare forme di rivestimento specifiche per ciascun idrocarburo. Il nuovo materiale potrà essere utilizzato per proteggere componenti di aerei o missili spaziali che sono a contatto con i carburanti, come guarnizioni o rondelle, o nel perfezionamento di sistemi di smaltimento di sostanze tossiche. L’aviazione americana ha già espresso il proprio interesse finanziando la ricerca. (s.s.)

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