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La Wikipedia delle proteine

L’idea di partenza: prendere il “modello” Wikipedia, l’enciclopedia online gratuita e scritta dai navigatori di tutto il mondo, e riprodurlo in una nuova versione specificatamente dedicata alle proteine umane. Si chiama Human Proteinpedia la grande fonte di informazioni per chi fa scienza, messa a punto dai ricercatori del Johns Hopkins Institute of Genetic Medicine. Proprio come il suo celebre antesignano, a Proteinpedia l’accesso è libero, la consultazione non costa nulla e ogni contributo è benvenuto.

A segnalare la novità è il numero di febbraio di Nature Biotechnology. “I progressi della tecnologia hanno reso più facile la produzione di dati, ma la loro elaborazione resta ancora uno dei principali ostacoli per la scienza”, afferma Akhilesh Pandey, fondatore dell’Institute of Bioinformatics di Bangalore (India), coordinatore del progetto per la parte informatica: “Per questo abbiamo creato uno strumento che, grazie al Web, permette a tutti i ricercatori di condividere le informazioni”.

Human Proteinpedia consente, così, agli scienziati di inserire i risultati dei propri studi e di modificarli a seconda dei loro progressi. Attraverso la possibilità di aggiornare le voci, inoltre, di ogni argomento è possibile sapere anche ciò che d’importante è stato scoperto da altri, in modo da usufruirne immediatamente e accelerare il lavoro di ricerca.

Quando e come delle specifiche proteine sono – o non sono – espresse (anche in cellule e tessuti colpiti da patologie e tumori), come vengono modificate e come interagiscono con altre proteine: questi sono alcune delle informazioni che offre Proteinpedia, a cui collaborano attualmente oltre 70 laboratori, per un totale di 15.230 voci già impostate. Ad essere immessi sono soltanto i dati ricavati nel corso di sperimentazioni e non quelli frutto di previsioni elaborate dal computer, di cui non si hanno ancora verifiche reali.

“Vista la quantità immensa dei dati proteomici la nostra è un’impresa ciclopica”, conclude Pandey. “Per questo ci aspettiamo un grande contributo da parte della comunità scientifica e di tutto il Web, compreso grandi aziende come Google e Microsoft che si sono già interessate al nostro progetto”. (l.s.)

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