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Riconvertire Guantanamo

La base  navale statunitense di Guantanamo a Cuba, adibita dal gennaio del 2002 a prigione militare, dovrebbe diventare, piuttosto, un nuovo centro di ricerca per le malattie neglette. Lo auspica il direttore della rivista PLoS Neglected Tropical Diseases, Peter Hotez, che nell’editoriale fa notare come la posizione geografica della base di Guantanamo potrebbe essere ottimale per lo sviluppo di un nuovo centro di ricerche per le malattie “della povertà”. Una trasformazione che potrebbe in parte colmare le grandi differenze sanitarie tra le due Americhe.

Il suggerimento arriva in risposta all’intenzione espressa dall’amministrazione Bush di voler chiudere la prigione (qui il link al sito di Amnesty International). Ben cinque nazioni sudamericane (Bolivia, Guyana, Haiti, Honduras e Nicaragua) versano in uno stato di povertà e malnutrizione simile a molte nazioni dell’Africa Sud –Sahariana. Secondo il direttore della rivista, una volta trasformata in centro di ricerca, la base dovrebbe promuovere la messa a punto di nuovi farmaci e vaccini, e sviluppare tecnologie per quelle malattie a lungo trascurate, perché hanno un’alta incidenza nei soli paesi poveri. E potrebbe inoltre funzionare come centro di formazione sul campo per medici, scienziati ed esperti di salute pubblica a livello globale. Hotez pensa a questo cambio di rotta per la base anche come un modo per riscattare l’immagine degli Stati Uniti, che avrebbero così l’occasione per dimostrare di voler davvero indirizzare gli obiettivi di sviluppo del nuovo millennio all’America Latina e ai Caraibi. “Questo”, conclude l’editoriale, “potrebbe scrivere una nuova pagina di storia sulla base di Guantanamo, dopo tanti brutti ricordi”. (c.c.)

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