Il Villaggio Leumann nasce dalla tessitura. Infatti qui nella seconda metà dell’800 venne impiantato un cotonificio ed intorno alla fabbrica nacque e si sviluppò il Villaggio. Cuore di questa realtà è quindi il lavoro, in particolare un’attività, la tessitura, che è antica quanto la storia degli uomini. Collegno vanta una delle tradizioni più significative nell’ambito della tessitura nazionale ed internazionale. Nel 1972 il Cotonificio Leumann, chiude e si rompe definitivamente il legame Villaggio-tessitura che sopravvive solo nella memoria di chi a Collegno era venuto a lavorare.
Progressivamente l’attenzione si è trasferita dalla fabbrica alle case e così per molti il Villaggio Leumann è diventato solo un posto dove ci sono delle casette carine con i loro piccoli giardini. Valorizzare il Villaggio Leumann come documento di assoluto valore dello sviluppo industriale nell’area torinese e ristabilire il legame tra lavoro-tessitura-villaggio sono stati propositi che l’Associazione Amici della Scuola Leumann si è imposta e che hanno trovato una fortunata realizzazione nella manifestazione “Filo lungo filo, un nodo si farà”. Si tratta di una mostra-mercato esclusivamente di artigianato tessile che viene proposta a tutti coloro che “tessono a mano” perché possano far conoscere i propri prodotti.
Giunta alla 17° edizione quest’anno la Fiera sarà inaugurata con la mostra “CALPESTA LA GUERRA” allestita con tappeti di guerra afgani che l’associazione CooperAction Onlus promuove per denunciare gli orrori e le conseguenze della guerra in Afghanistan. Saranno inoltre esposti manufatti realizzati da donne e famiglie afgane quale segno di una nuova rinascita di una tradizione millenaria, spezzata dall’ultimo trentennio di conflitto nel paese, che inizia il suo percorso verso la normalità proprio dalla tessitura.





