Il 2012 è l’anno decisivo per i cambiamenti legislativi che regolamentano l’uso degli animali in ambito sperimentale; entro il 10 novembre l’Italia dovrà infatti recepire la direttiva 2010/63/UE.
Dopo le polemiche sulla possibilità di uso di cani e gatti randagi, nel pieno della battaglia per la chiusura di Green Hill, ora c’è un’occasione unica che non possiamo perdere per ottenere un testo di legge che nonostante i limiti giuridici e politici affermati a Bruxelles sia concretamente in ambito nazionale più restrittivo nel ricorso al “modello animale” e che implementi la diffusione e l’affermazione dei metodi alternativi nella ricerca.
Recentemente nell’esame della “Legge Comunitaria 2011” è stato approvato un importante emendamento in Commissione Affari Sociali alla Camera che fissa i criteri vincolanti di recepimento della direttiva, il primo dei diversi Sì necessari.
L’iniziativa del prossimo 1° febbraio è copromossa da varie associazioni a sostegno di tale emendamento affinché non venga persa l’opportunità della sua approvazione.
La sperimentazione animale è una pratica sempre più osteggiata sia dalla parte scientifica che dall’opinione pubblica. Mai come negli ultimi mesi le proteste contro l’utilizzo di animali nella ricerca hanno preso eco nei media e nella popolazione. L’Italia ha la possibilità di dare voce ai cittadini che rappresenta votando a favore di questo emendamento che darà modo di tutelare tutte le cavie nell’ottica di raggiungere il traguardo di una ricerca senza animali.
La sua partecipazione sarà fondamentale per ottenere una speranza concreta per gli oltre 900mila animali utilizzati ogni dalla sperimentazione. La aspettiamo!
Illustrazione dell’emendamento comma per comma e Associazioni copromotrici
Poteri della Unione Europea e autonomia degli Stati membri in merito al recepimento della direttiva 2010/63/UE
Prof. Avv. Eugenio Picozza (Cassazionista-Ordinario di Diritto Amministrativo Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Roma Tor Vergata)
Considerazioni tecnico-scientifiche sui commi dell’emendamento
Dott. Stefano Cagno (Medico)
Intervento Ministero della Salute e parlamentari






la sperimentazione animale va ABOLITA
NON “emendata”..non per gli animali ma per il progresso medico
e per i malati!!
• Da “Nature” “… negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda le malattie neurodegenerative, i risultati ottenuti utilizzando il modello murino [cioè i topi, ndr] appaiono pressoché inutili”. +
• Già nel 2000 il National Cancer Institute americano ha eseguito un’analisi retrospettiva di 39 farmaci confrontando il risultato dei test eseguiti sugli xenoinnesti con quello della successiva sperimentazione clinica sull’uomo di Fase 2. Ebbene: solo il 45% dei composti che avevano avuto effetti antitumorali negli xenoinnesti si sono dimostrati efficaci anche nei test clinici. (ricordiamo che il lancio di una moneta arriva al 50 per cento di probabilità!!).
• Già nel 1981, le parole di Irwin Bross, ex direttore dello Sloan-Kettering, il più grande istituto di ricerca sul cancro del mondo erano: “I contradditori risultati della sperimentazione animale non solo hanno spesso ritardato e ipotecato il cammino della guerra al cancro, ma non hanno mai neppure determinato un solo tangibile avanzamento sul terreno della prevenzione o della cura del cancro umano”.
• Ricercatori di società farmaceutiche come Eli Lilly : “Se considerate i milioni e milioni e milioni di topi che siamo riusciti a curare, e poi li confrontate con ciò che siamo riusciti, o meglio, con ciò che non siamo riusciti a fare nella cura clinica delle metastasi, vi renderete conto che in quei modelli ci dev’essere qualcosa di sbagliato”.
• Holly Cheever, Veterinario americano asserisce: “Le patologie cardiache che si riscontrano nell’uomo non hanno alcuna correlazione con i problemi cardiaci dei cani. Di conseguenza, cercare di ricreare artificialmente nei cani le patologie cardiovascolari umane – prima causa di morte per l’uomo – è inappropriato, inutile e dirotta fondi”
• Il cardiologo John Pippin, facoltà “Harvard Medical School”, analizzando gli articoli pubblicati dagli autori degli esperimenti, commenta: “E’ un insieme di articoli dai quali risulta in modo evidente l’uso strumentale di un esperimento per giustificare il successivo. In molti casi, una serie di domande prive di risposta – e generalmente non previste – emerse da uno studio sono state prese a pretesto per eseguire quello seguente. Più di una volta l’équipe invoca risultati errati o contraddittori di studi precedenti (spesso eseguiti da loro stessi) per giustificare un ulteriore esperimento”. Prosegue poi: “Questo lavoro esemplifica in modo straordinario una pratica diffusa: la manipolazione di modelli animali in base alle necessità e alla convenienza, indipendentemente dalla validità dei risultati che si ottengono.”)
• Benjamin Wolozin, docente di farmacologia dell’università di Boston: “Il problema sta nell’abisso esistente tra il lavoro sperimentale con gli animali e i test clinici con l’uomo.”
• Marius Maxwell, neurochirurgo formatosi ad Oxford, Cambridge e Harvard, in merito all’irriproducibilità del Parkinson umano negli animali intossicati , dice: “non ci sono prove del fatto che la loro predittività per il trattamento del Parkinson nell’uomo possa superare il risultato probabilistico del 50/50, come nel lancio della classica monetina”. (mentre un metodo di ricerca è ritenuto statisticamente significativo quando fornisce un valido risultato nel 95% dei casi!!)
• Neancy Andreasen, psichiatra americana considerata tra i massimi esperti mondiali sulla schizofrenia, dice “Non è possibile avere modelli animali per i disturbi del pensiero formale..Anche i modelli animali utilizzati dalle case farmaceutiche per testare l’efficacia terapeutica degli antipsicotici non sono validi.”
• Prof. Croce Pietro, ex primario dell’ospedale Sacco di Milano, dopo anni di ricerca sui modelli animali, umilmente e onestamente li riassumeva cosi: “errore metodologico”.
• Prof. Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero,Psichiatria, commenta razionalmente che “un metodo sbagliato non si corregge,si abolisce!”
• Prof. Rocca Rossetti Salvatore,ordinario di nefro-urologia e Direttore dell’Istituto di Urologia dell’Università di Torino sostenendo dice: “nessun chirurgo è diventato tale perché ha imparato ad operare sull’animale,semmai sull’animale ha disimparato”..
• Prof.Sprovieri al Congresso di Sorrento del 1980 diceva pubblicamente: che “la ricerca biomedica non ha bisogno di animali,è insensato e pericoloso continuare a seguire questa via tradizionale”.