FUTURO REMOTO 2011 VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA!
Città della Scienza dall’11 al 27 novembre
Per il suo venticinquesimo compleanno, Futuro Remoto scava nelle viscere del nostro Pianete spiegandone i misteri ed analizzandone le dinamiche legate alle eruzioni vulcaniche ed ai terremoti.
Le calamità naturali, che con la loro impetuosità spaventano e sconvolgono l’essere umano, hanno da sempre caratterizzato la nostra stessa esistenza, portando paura, morte e distruzione. Imparare a conoscerli da un punto di vista storico e scientifico è l’obiettivo della XXV edizione di Futuro Remoto, che quest’anno ricrea negli spazi di Città della Scienza, dall’11 al 27 novembre 2011, alcune tra le più violente catastrofi del nostro passato, come l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e quella ancora più vecchia, risalente a 3.800 anni fa.
Verranno mostrati al pubblico animali e piante estinti in seguito ai tragici eventi naturali, tra cui i dinosauri scomparsi alla fine del Cretaceo provenienti dalla Patagonia come il gigantesco Giganotosaurus carolinii, il dinosauro carnivoro più grande e feroce del T-Rex e il Rebbachisaurus tessonei, un dinosauro erbivoro dal muso particolarmente simpatico. Altri organismi, invece, sono riusciti a sopravvivere in ambienti ostili e inospitali, adeguandosi ai diversi cambiamenti geologici e climatici del Pianeta. È il caso dei “fossili viventi”, così chiamati per essere arrivati inalterati fino ai giorni nostri. Tra questi, le lamprede, vertebrati primitivi; l’ornitorinco, un mammifero che pur allattando i suoi piccoli depone ancora le uova come i rettili e svariati invertebrati marini e vegetali ed i fossili più antichi attualmente conosciuti, risalenti a quasi 4 miliardi di anni fa, ovvero colonie di alghe unicellulari sopravvissute in alcune località dell’Australia Occidentale.
La mostra prosegue con le bellissime immagini dei paesaggi islandesi fotografati da Antonio Crescenzo, che mettono in evidenza i contrasti di un’isola che accoglie aspetti naturalistici tra i più disparati, come i “campi di lava”; le distese di sabbia nera; le fumarole e le pozze di fango; i soffioni di vapore; le imponenti cascate e le lingue glaciali che partono dalla calotta del ghiacciaio più grande d’Europa, il Vatnajökull; il geyser, fenomeno che prende il nome proprio dal sito islandese di Geysir in cui questo getto di vapore e acqua calda si manifesta da alcuni secoli e infine muschi e licheni sulle rocce laviche, foche, cetacei e colonie di uccelli marini lungo le coste.
Il viaggio al centro della Terra permetterà ai visitatori di scendere nelle viscere della terra attraverso le trivellazioni con le quali gli scienziati esplorano zone altrimenti irraggiungibili e scopriranno, attraverso delle simulazioni, i meccanismi che generano i terremoti. Verranno presentati alcuni progetti di ricerca e le tecnologie più innovative per lo studio della struttura e della dinamica della Terra. Tra questi la sperimentazione dei sistemi di Early Warning, che viene considerata oggi come la sfida scientifica e tecnologica più affascinante e intraprendente della sismologia moderna e il Campi Flegrei Deep Drilling Project, un esperimento particolarmente importante, in quanto per la prima volta si perforerà una caldera di collasso, come quella del complesso vulcanico dei Campi Flegrei.
Completano il programma conferenze, incontri, laboratori scientifici, rassegne cinematografiche, eventi e giochi per i più piccoli, nonché una mostra di immagini che ricordano i venticinque anni di Futuro Remoto.
Ospite, per l’inaugurazione di Futuro Remoto che si terrà il 10 novembre alle ore 19 presso la Sala Newton, il fisico Antonio Ereditato, alla sua prima apparizione pubblica dopo la scoperta che i “neutrini” corrono… più veloci della luce!
ORARI
9-18 dal lunedì al venerdì
9-20 sabato e domenica
Per informazioni e prenotazioni:
Contact Centre
tel. 081.24.200.24
fax 081.24.200.25
contactcentre@cittadellascienza.it – www.cittadellascienza.it





