La rivoluzione e la rappresentazione

    Francesca Paci (giornalista): LA RIVOLUZIONE E LA RAPPRESENTAZIONE, COME INTERNET, ARTI VISIVE E PUBBLICITA’ HANNO INFLUENZATO-E FORSE COPRODOTTO- LA PRIMAVERA ARABA, Tram Diogene, Corso Regio Parco X  Corso Verona, Torino

    Non è possibile comprendere la primavera araba trascurando internet, i social network, la tefonia mobile, dagli sms a twitter. I web-sociologi parlano già di rivoluzioni 2.0, le prime reali dal debutto della politica virtuale e del giornalismo partecipativo, alias dal basso. Ma c’è qualcosa di più. La Rete e le nuove tecnologie hanno aiutato e aiutano in maniera sorprendente la protesta contro dittature decennali di popoli che nella stragrande maggioranza dei casi sono giovanissimi, almeno il 60% di loro ha meno di 30 anni. Accanto alle scorciatoie digitali però, egiziani, tunisini, libici, barhaini, giordani, siriani (ma anche nell’ombra sauditi, marocchini, algerini…) hanno aguzzato l’ingegno e sono ricorsi anche ai “metodi” tradizionali che finora avevano avuto paura di usare. Comunicare era la loro sfida – comunicare l’insoddisfazione, il disagio, la propria energia repressa, la propria voglia di libertà – e l’hanno fatto con internet così come inventando canzoni, allestendo spettacoli teatrali, dipingendo, inventando slogan, disegnando simboli e caricature. Ecco, forse in qualche modo il web ha dato loro il coraggio di rompere il muro del silenzio, in qualsiasi modo avvenisse. E l’ironia ha cementato i mille messaggi della protesta. Pur nel rispetto dei morti, dei feriti, delle vittime della repressione, i giovani di piazza Tahrir e di tutte le altre dei paesi arabi scossi dal vento della rivolta non hanno mai perso l’umorismo, eredi forse inconsapevoli della sessantottina sfida anarchica ai potenti sintentizzata nel motto “una risata vi seppellirà”. Sono le loro voci e i loro schizzi sui muri la cronaca della primavera mediorientale e magrebina, nell’attesa che la Storia ne cristallizzi genesi ed evoluzione.

    Francesca Paci è inviata per il Medioriente de La Stampa. E’ stata corrispondente da Gerusalemme e da Londra. Ha vinto il Premio Giornalistico Internazionale Luchetta e il Premiolino. Ha condotto la trasmissione televisiva Nirvana, in onda su La7, e ha pubblicato i volumi L’islam sotto casa (Marsilio,2004), Islam e violenza (Laterza, 2006), Dove muoiono i cristiani (Mondadori,2011)

     

     

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