In Iraq il cimitero dei Neanderthal

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(Credits: Graeme Barker)

Gli uomini di Neanderthal pensavano ai loro morti, al punto da dedicare loro dei cimiteri, scavando delle tombe, in cui forse lasciavano persino dei fiori. Un luogo dove tornare, riservato a chi non c’era più. A suggerirlo è oggi il lavoro di un team di ricercatori che ha analizzato una grotta in Iraq, un famoso sito neanderthaliano. Qui, ipotizzano gli esperti, forse si recavano per seppellire i loro morti, scavando nella terra.

Quel polline nella grotta dello Shanidar

Quando sostengono i ricercatori guidati da Emma Pomeroy dell’Università di Cambridge sulle pagine di Antiquity, è il risultato di una serie di scoperte e ricostruzioni avvenute dopo la ripresa degli scavi nella grotta dello Shanidar, da cui tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso emersero diversi resti di Neanderthal, uomini, donne e bambini. La presenza di polline di antica origine fece pensare a riti funebri simili ai nostri, evoluti. A lungo però si è continuato a dibattere in merito al fatto se i Neanderthal seppellissero o meno i loro morti.

Oggi una prova in più al riguardo arriva dal ritrovamento dei resti di un altro Neanderthal dalla zona. Appartengono a un individuo adulto, probabilmente steso a terra con la testa poggiata su una mano.

I Neanderthal scavavano nel terreno costruendo delle vere e proprie tombe per i loro morti. Così suggerisce la scoperta di un nuovo uomo di Neanderthal in una grotta in Iraq
La ricostruzione della posizione del nuovo Neanderthal scoperto nella grotta irachena (Foto:
E. Pomeroy, Antiquity 2020)

Neanderthal: “più sofisticati di quanto creduto”

I ricercatori guidati da Pomeroy hanno trovato tracce di attività di scavo intenzionali nelle grotta, lasciando suggerire che venisse usata come una sorta di cimitero dove magari i Neanderthal si recavano per seppellire i defunti. “Negli ultimi anni abbiamo accumulato sempre più prove che dimostrano come i Neanderthal fossero molto più sofisticati di quanto creduto, dai segni rinvenuti nelle caverne all’uso decoratiivo di conchiglie e artigli di rapaci”, ha spiegato Pomeroy: “Se i Neanderthal utilizzavano la grotta di Shanidar come un sito per ricordare con rituali ripetuti i loro morti, questo suggerirebbe una complessità culturale di alto grado”.

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Le ossa della mano sinistra del nuovo Neanderthal rinvenuto in Iraq (Foto: Graeme Barker)

Sempre più ricerche infatti negli ultimi anni hanno cambiato l’immagine che avevamo dei Neanderhtal. Sappiamo per esempio che si tuffavano nel Mediterraneo a caccia di conchiglie, che avevano abili mano di artisti, e che ricorrevano all’uso di simboli scritti come forma di espressione.

Riferimenti: Antiquity

(Credits immagine di copertina: Graeme Barker)