Spazio

Anche la Cina si prepara al turismo spaziale

Per spazioplano si intende un velivolo in grado di volare oltre la linea di Kármán, ossia il confine che delimita la fine dell’atmosfera terrestre e l’inizio dello Spazio. Questa linea di demarcazione è utilizzata per scopi pratici dalla Federazione aeronautica internazionale (FAI), che definisce aeronautico un volo che non supera la linea di Kármán e astronautico un volo oltre tale confine.

Fino ad oggi, gli unici spazioplani che hanno volato con successo sono lo Space Shuttle americano, in pensione dal 2011, e il Programma Buran russo, cancellato nel 1992. È la Cina a farsi avanti adesso, con il progetto, presentato all’International Astronautical Congress, del più grande spazioplano mai realizzato, in grado di trasportare 20 passeggeri, più di quanto le altre compagnie di viaggio spaziale privato abbiano promesso fino ad ora. Ma la competizione non manca: SpaceShipTwo di Virgin Galactic e New Shepard di Blue Origin dovrebbero arrivare ad offrire fino a 6 posti per i passeggeri, mentre XCOR avrà posto per un solo passeggero.

“Il veicolo decollerà verticalmente come un razzo, e atterrerà su una pista automaticamente, senza bisogno di alcun intervento,” ha spiegato Han Pengxin, che ha condotto la presentazione, aggiungendo che il carburante sarà composto di metano e ossigeno liquidi.

Il team ha progettato due diverse versioni del velivolo: la prima ha un peso di 10 tonnellate e un’apertura alare di 6 metri, e sarà in grado di trasportare 5 persone ad un’altitudine di 100 km, raggiungendo velocità Mach 6. La seconda versione pesa 100 tonnellate e ha un’apertura alare di 12 metri: questa sarebbe in grado di trasportare 20 persone a 130 km di altezza, raggiungendo velocità Mach 8. Questo velivolo sarà inoltre abbastanza veloce per trasportare piccoli satelliti in orbita con l’aiuto di un modulo aggiungibile sopra il veicolo. Lo spazioplano è anche riutilizzabile, e dovrebbe avere una vita media di 50 voli.

“I voli di prova avranno inizio nei prossimi due anni, mentre quasi tutti i test che possiamo eseguire al suolo sono stati completati e i sottosistemi del veicolo funzionano molto bene,” ha commentato Pengxin, aggiungendo che i prezzi per un biglietti dovrebbero aggirarsi tra i 200-250mila dollari. I voli partiranno da uno spazioporto commerciale, la cui ubicazione resta ancora da decidere, iniziando nel 2020 con diversi carichi da trasportare in orbita. I voli con passeggeri saranno introdotti quando considerati abbastanza sicuri.

Riferimenti: via New Scientist

Claudia De Luca

Dopo la laurea triennale in Fisica e Astrofisica alla Sapienza capisce che la vita da ricercatrice non fa per lei e decide di frequentare il Master in Giornalismo e Comunicazione della Scienza all'Università di Ferrara, per imparare a conciliare il suo amore per la scienza e la sua passione per la scrittura.

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