Categorie: Salute

Cosa sappiamo sul vaccino influenzale e la narcolessia

I vaccini finiscono spesso sotto attacco ingiustamente. Ma se nel caso dell’autismo si tratta di un’autentica bufala, una vicenda più recente è effettivamente al centro di forti dibattiti nella comunità scientifica. Parliamo del caso vaccini-narcolessia, emerso durante l’epidemia influenzale del 2009, principalmente in Finlandia e in Svezia. A luglio infatti, uno studio su Science Translational Medicine aveva evidenziato la possibile causa di questo legame: una proteina del virus influenzale contenuta nel vaccino Pandemrix (mai importato in Italia), che produce degli anticorpi in grado di legarsi ad un recettore chiamato Hypocretin Receptor 2 (Hcrtr2), o recettore 2 dell’ipocretina, presente su alcuni specifici neuroni coinvolti nella regolazione del sonno. Caso chiuso dunque. O forse no: oggi infatti un nuovo studio pubblicato su Nature mette in dubbio i risultati, assolvendo i recettori Hcrtr2 e puntando ad un diverso meccanismo causale, ancora sconosciuto.

Per iniziare però, ricostruiamo la vicenda. Tutto ha inizio nel 2009: l’epidemia influenzale è appena terminata e 54 bambini finlandesi iniziano a soffrire di narcolessia. Trattandosi di una malattia rarissima, l’incidenza è troppo alta, e si iniziano a cercare le possibili cause. Emergono alcuni casi anche in Svezia, e a finire sotto accusa è il vaccino antinfluenzale: si tratta del vaccino Pandemrix, impiegato in Europa, ma mai in Italia, per l’influenza pandemica H1N1.

Nel 2012 due studi usciti su Plos One sembrano confermare il legame tra vaccino e narcolessia, e si iniziano quindi a cercare di chiarirne le cause, che emergono infine quest’anno dallo studio condotto dai ricercatori della Stanford University e dello stabilimento senese della Novartis Vaccines and Diagnostics. Il responsabile sarebbe una proteina, la nucleoproteina A, capace di stimolare anticorpi specifici in grado di interagire in maniera incrociata con il recettore 2 dell’ipocretina, e di provocare così l’insorgenza della narcolessia.

Il vaccino Pandemrix contiene alte dosi di nucleoproteina A, e per questo potrebbe predisporre maggiormente allo sviluppo della malattia. In Italia non è mai stato utilizzato, ma il coro dei nemici dei vaccini si muove comunque all’attacco. Prima sui social network, e poi in Parlamento, dove la senatrice del Movimento 5 stelle Elena Fattori presenta un’interrogazione parlamentare al ministro Lorenzin.

Concluso il dibattito, oggi si torna quindi a parlare della questione. Nel loro studio, i ricercatori della University of Lausanne hanno utilizzato dei topi programmati geneticamente per verificare il legame tra il recettore 2 dell’ipocretina e i neuroni ritenuti responsabili dell’insorgere della narcolessia. I risultati dell’esperimento, spiegano i ricercatori, dimostrerebbero che gli anticorpi sviluppati dall’organismo contro la nucleoproteina A non sarebbero in grado di bloccare il funzionamento dei neuroni influenzati dall’ipocreatina. Fondamentalmente, concludono i ricercatori, senza altri studi che dimostrino definitivamente il meccanismo con cui gli anticorpi per la nucleoproteina A provocherebbero l’insorgenza della narcolessia, i risultati dello studio apparso su Science Translational Medicine non possono essere ritenuti che preliminari.

via Wired.it

Simone Valesini

Giornalista scientifico a Galileo, Giornale di Scienza dal 2012. Laureato in Filosofia della Scienza, collabora con Wired, L'Espresso, Repubblica.it.

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