Cos’è il piezonucleare e perché è una follia finanziarlo

La controversa teoria è una priorità dell'Istituto nazionale di ricerca metrologica perché il suo presidente ne è un fautore. Ma i ricercatori Inrim (e 900 scienziati italiani) non ci credono. Ecco il perché

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La storia ha dei suoi tratti peculiari, ma ricorda quella della fusione fredda, passata e recente (vedi Galileo, “L’Università di Bologna divorzia da E-Cat”, “Guida alle frodi scientifiche”). Parliamo delle presunte reazioni di fissione piezonucleare, ultimamente tornate alla ribalta in Italia e oggetto di una polemica che continua a montare tra i fisici di casa nostra. Gli studi che ne dimostrano la fondatezza scientifica sono a dir poco controversi. Nonostante questo, nel nuovo piano triennale di attività (2012-2014) dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica di Torino (Inrim), queste reazioni sono elencate tra le priorità. Eppure l’ente statale non si occupa di energia. E dunque cosa succede? Succede che il nuovo presidente dell’Inrim Alberto Carpinteri, tuttora docente al Politecnico di Torino, è tra i principali sostenitori della teoria piezonucleare. Contro la sua decisione si sono levate le voci di oltre 900 fisici (ad oggi sono 916, per l’esattezza), che hanno firmato un appello al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica affinché “possa ricondurre la politica dell’istituto metrologico nazionale entro i canoni della prassi scientifica unanimemente accettata in tutto il mondo”. Intanto, all’interno dello stesso Inrim cresce la tensione tra gli organi direttivi e i ricercatori, tanto che alcuni rivedono gli studi del presidente e sollevano dubbi sulla loro solidità in un commento su ArXiv. Galileo ha intervistato uno degli autori, Giovanni Mana, per cercare di fare un po’ di chiarezza in questa strana vicenda che sa tanto di frode.

Dottor Mana, cos’è una reazione piezonucleare?

“Per me e per la maggior parte dei miei colleghi è un fenomeno incomprensibile, anche perché violerebbe il principio di conservazione dell’energia. Riguarda la presunta osservazione di reazioni di fissione nucleare – ovvero un nucleo che decade in due più leggeri e stabili – scatenata da sollecitazioni di tipo meccanico: o per mezzo di ultrasuoni o per mezzo di compressione. Nel caso dell’esperimento pubblicato su Strain nel 2011 da Carpinteri, un granito di Luserna è stato sottoposto a una sollecitazione meccanica fino a spaccarsi. Secondo quanto riportato, la frammentazione della roccia sarebbe stata sufficiente a innescare la reazione e a trasformare alcuni nuclei di ferro in nuclei di elementi più leggeri, come l’alluminio, che avrebbero accumulato energia. La reazione avrebbe anche causato il rilascio di neutroni”.

Dov’è che si viola il principio di conservazione dell’energia?

“I proponenti della tecnica sostengono che non è necessario fornire energia al nucleo di ferro per spaccarlo: sebbene l’energia fornita non sia sufficiente a rompere il nucleo, la sola sollecitazione meccanica innescherebbe un processo che alla fine porta alla fissione. L’energia che verrebbe accumulata nei nuclei figli sarebbe quindi maggiore di quella di partenza. Semmai si dimostrasse vero, sarebbe una rivoluzione della fisica. Ora, sebbene nulla sia per principio impossibile, prima di riscrivere tutti i libri bisogna avere delle prove più che solide. Che non esistono. Il 90% dei fisici ritiene che la storia sia simile a quella della fusione fredda, con un’aggravante: in quel caso il problema è tecnico, qui è anche teorico”.

Ma perché il piezonucleare fa tanto clamore?

“I sostenitori delle teorie piezonucleari affermano che la tecnica possa essere impiegata in molti campi: per la produzione di energia nucleare, per la rivelazione di terremoti e, soprattutto, per la bonifica di siti radioattivi”.

Cosa afferma lo studio che avete messo in discussione?

“Carpinteri sostiene di avere osservato emissione di neutroni e cambiamento di percentuale di ferro e interpreta questi dati come una prova della fissione. Ma l’interpretazione è ritenuta insensata da molti scienziati in tutto il mondo, me compreso”.

Cosa confutate esattamente nel commento su ArXiv?

“Che da quello studio non è possibile trarre alcuna conclusione. Hanno scelto 30 campioni sulla superficie esterna della roccia e 30 campioni della superficie frantumata, ma solo in 4 o 5 casi si vede una diminuzione di ferro e un aumento di alluminio. Pochini, no? Inoltre, se si guardano attentamente le tavole riportate, si può notare che molte delle misure sono identiche, il che è piuttosto strano: è come se il campione fosse stato in realtà uno solo. Il nostro lavoro è interlocutorio e ora spetterà agli autori del Politecnico di Torino spiegare e dimostrare che i loro risultati sono validi”.

Cosa sta accadendo all’Inrim, ora che sarete coinvolti in queste ricerche?

“Ci sono tensioni interne, tra noi ricercatori e gli organi direttivi. Il presidente è entrato in contrasto con una parte dell’istituto. Questo sia perché il piezonucleare non è di nostra competenza, sia perché i finanziamenti devono essere allocati in base alla sensatezza dei progetti e alla loro probabilità di successo. Su questo si basa la ricerca italiana”.

Nell’immagine: Pietra di Luserna, granito


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14 commenti su “Cos’è il piezonucleare e perché è una follia finanziarlo”

  1. Allora continuiamo a bruciare petrolio, carbone e gas naturali. Trivelliamo tutto il pianeta senza criterio, favorendo i terremoti, inquiniamo tutta la terra con la radioattività delle centrali nucleari. Cosi’ non se ne esce piu’ ! Evviva gli innovatori basta con questi “scienziati” conservatori ! Le LERN sono reali, basta fare la caccia alle streghe, basta sfruttare il nostro povero pianeta,a mettere in ginocchio l’ economia, a favorire le lobby ! ….O forse diamo fastidio a qualcuno ? Smettetela retrogradi che scrivete questi articoletti senza un minimo di lungimiranza !

  2. La coppia Cardone-Mignani è molto nota come “cacciatori di bufale”: spesso non sono loro stessi a crearle ma le fiutano nella palude dei visionari che popolano gli enti di ricerca (non sono certo una minoranza…). Poi trovano i gonzi nell’oceano Mediaticum e cominciano a navigare perché si spacciano per rinnovabili: Piezonucleare? hanno invenato lo spremineutroni per fare energia come i sobri concittadini vorrebbero. Ora basta badare a che non ci caschi un politico che vara un programma e vende impianti:tutto è possibile. Meno se ne parla e meglio è.

  3. La giornalista non ha fatto l’unica domanda importante al dott. Mana, ovvero:

    Da dove vengono fuori i neutroni che Carpinteri ha rilevato con tre strumenti diversi, in maniera replicabile, e davanti ad un vasto pubblico esperto, durante il convegno ?

  4. Quello che non capisco non è l’articolo o il commento su Arxiv ma chi fa commenti come quelli sopra di me. Ci sta la battaglia contro lo sfruttamento energetico esasperato del nostro amato (da pochi) pianeta e ci sta far riferimento a Bridgman che ha fatto studi sulla fisica ad alte pressioni. Ma se posso dire la mia credo si stia esagerando visto che se 900 fisici stanno dicendo che questo storia del piezzonucleare è un bufala tanto da mettersi in moto per un commento su Arxiv a me qualche dubbio viene.

  5. Per quel che riguarda le affermazioni del prof. Giovanni Mana, mi stupisco che così sic et simpliciter affermi che il fenomeno in questione “violi il principio di conservazione dell’energia”.

    Se si riferisce al processo 56FE -> 2 27AL + 2n non viola di per sè nessun principio di conservazione.

    Se si riferisce al procedimento che innesca tale processo allora bisogenerebbe pensare che qualsiasi dispositivo che produca un COP > 1 violi codesto processo.
    Chiderete cosa c’entra il Cop?: se il dispositivo genera neutroni ha un COP < 1 non ha nessuna rilevanza industriale, tuttavia il fenomeno (se confermato riproducibile) avrebbe un'importanza scientifica fantastica. Come al solito alcuni scienziati hanno una gran fretta (a dir poco sospetta) per voler buttare a mare una ricerca che evidenzia fenomeni incredibili anche se per ora non comprensibili per le teorie vigenti. Forse tutti questi scienziati hanno perfettamente compreso tutti i misteri che si celano nella meccanica quantistica?Erano stati da costoro compresi fenomeni come l'effetto tunnel, l'entaglement quantistico, le anomalie riscontrate quando si parla di materia condensata e non di singoli atomi?. Esistono dei precedenti: vedi le esperienze di Percy bridgman in fatto di fratture di solidi (contenenti ferro). Dietro al piezonucleare nei liquidi (contenenti ferro) ci sono stati esperimenti già iniziati in america dal 1992-1998 e dal 1999-2003, che l'equipe del prof. Cardone ha ripreso facendo tesoro del fallimento di questi esperimenti.Dietro ai risultati tanto criticati esistono studi teorici assai complicati del fisico W. Persconti sulla scelta del metodo e dei materiali (ferro) e della energia da erogare al dispositivo sotto forma di onde di pressione.Un'ultima osservazione mi sia consentita: quando l'ineffabile prof. Giovanni Manca sotiene che il problema sulla fusione fredda è di carattere tecnico, non fa altro che avallare la validità del modello teorico che potrebbe esserci alla base.Per quel che riguarda la mancanza di una base teorica sul piezonucleare mi sembra che detto prof. non sia sufficientemente documentato, esiste perfino un libro edito da una famosa casa editrice tedesca: "deformed spacetime" Springer, Heilderberg 2007 oltre altre pubblicazioni dello stesso.RingraziandoGillana Giancarlo

  6. L’energia di partenza per spaccare il nucleo di ferro non è quello che normalmente andrebbe calcolato in condizioni normali, in determinate condizioni come quelle create dal dispositivo del prof. Cardone in prossimità del nucleo avverrebbero delle anomalie che permetterebbero alle bolle di cavitazione in implosione (contenenti atomi di ferro) di generare l’energia sufficiente per vincere la forza forte che aggrega i nuclei del metallo.
    Cosi almeno così mi sembra di aver capito.
    Gillana Giancarlo

  7. Gent.ma redazione del sito
    Mi piacerebbe sapere se tutti i 900 fisici firmatari della petizione anti piezonucleare sono realmente scenziati di fama o magari sono dei neulaureati che di piezonucleare ne sanno quanto me ed hanno tanto tempo da perdere!.
    Nella lista dei firmatari esistono infatti laureati in filologia, letteratura, filosofia, scienze giuridiche, scienze dell’antichità e storia, scienza della salute, insegnanti in pensione, scienze farmaceutiche, beni culturali, scienze della vita, firmatari in sezioni non specificate, universitari generici etc.
    Per scienziati intendo fisici che nel loro campo hanno lavorato per anni ed hanno alle spalle pubblicazioni e brevetti come il prof. Aberto Carpinteri (prego vedere il Curriculum vitae http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:http://staff.polito.it/alberto.carpinteri/cv/cvi.pdf)
    ed il Dr. Fabio Cardone vedi curriculum vitae : (http://cardonefabio.awardspace.com/).
    Non mi sembrano curriculum vitae di poco conto!
    Con personaggi di tale calibro, mi sembra strano che si giochino la loro notevole carriera con una buffala, evidentemente hanno trovato quacosa di scientificamente interessante, questa è solo una mia deduzione, ovviamente sopra ogni considerazione conta la verifica scientica delle loro esperienze, la ripetibilità del fenomeno, ma parlare di buffala tout cort mi sembra assai ingeneroso.
    Non vorrei che sotto, sotto, le motivazioni per tale accanimento non fossero solo di carattere scientifico.
    Cordialmente
    Gillana Giancarlo

  8. Caro Dott. Guglielmi,

    rispondo volentieri alla sua lettera aperta, che mi dà occasione di puntualizzare alcuni aspetti delle mie ricerche e soprattutto delle polemiche lette in questi giorni sul web e su alcuni giornali italiani. Purtroppo non sono stati in molti, come ha fatto lei, a chiedere di ascoltare anche la mia voce, quale parte in causa della vicenda, e ho notato come spesso la questione piezonucleare sia stata trattata in modo unilaterale (citando me e il mio lavoro, ma senza che mi fosse richiesto di intervenire per poter replicare).

    Il punto essenziale che voglio sottolineare è che siamo di fronte a quattro prove convergenti del fenomeno (fissione piezonucleare): emissione di neutroni sia da frattura fragile sia da terremoti, trasmutazione degli stessi elementi chimici sia nei campioni di laboratorio sia nella crosta terrestre.
    I risultati sperimentali cui sono giunto sono assolutamente ripetibili e sono relativi non solo alle emissioni di neutroni generate per compressione di campioni di solidi e liquidi, ma soprattutto ai bilanci tra le masse degli elementi coinvolti che tornano perfettamente. Esse, oltretutto, spiegherebbero una serie di fenomeni tuttora non chiariti dalla scienza. I misteri del nostro pianeta, dalla diminuzione di alcuni elementi chimici (ferro, nichel, calcio, magnesio) all’aumento di altri (alluminio, silicio, sodio, potassio), sino alla formazione degli oceani e all’inquinamento da carbonio, potrebbero trovare una giustificazione unitaria. Per non parlare poi delle emissioni neutroniche generate dai terremoti, scoperte recentemente e tuttora inspiegate.

    Per quanto riguarda la sua prima domanda (Può per cortesia indicare quali articoli, regolarmente soggetti a revisione di pari e pubblicati da gruppi indipendenti dal Suo, hanno confermato il fenomeno piezonucleare?), le rispondo che ad oggi non ci sono studi indipendenti rispetto a quelli pubblicati da me in collaborazione con altri, che invito tutti coloro che sono nello stesso campo a replicare.

    Per quanto riguarda il commento pubblicato su arxiv da alcuni ricercatori dell’INRIM, questo mostra malauguratamente due gravi errori concettuali. Uno attiene a questioni di geologia, l’altro riguarda addirittura la statistica. Abbiamo tutte le registrazioni e verranno pubblicate sullo stesso sito al più presto, in modo da controbattere punto per punto al commento di cui sopra.

    2) È in grado di controbattere puntualmente ed esaustivamente alle accuse di manipolazione dei dati sperimentali che Le sono state rivolte? Può spiegare perché cita lavori che sono stati screditati dalla comunità scientifica?

    La parola “manipolazione” è stata usata dai miei detrattori soltanto per affermare che loro stessi non manipolavano i miei dati. Ma, a parte questo, come si può parlare di manipolazione quando i risultati sono stati ottenuti da team diversi e da specialisti (chimici, fisici e geologi) di grande esperienza e serietà. Oltretutto, i risultati delle microanalisi sono migliaia e tutti inequivocabili: succede qualcosa di strano e inaspettato. Il discredito di certi lavori penso che sia relativo, e addirittura strumentale per altri fini, come si dimostra anche nel mio stesso caso.

    3) Lei crede che sia eticamente corretto ottenere fondi di ricerca trattando direttamente con uomini politici e senza alcun controllo da parte di terzi esperti, riuniti in una commissione di peer reviewing chiaramente identificata e responsabile di fronte all’opinione pubblica?

    Come dimostra la mia carriera, non ho mai cercato scorciatoie politiche o d’altro genere per pubblicare o condurre ricerche. Le mie eventuali simpatie politiche per una o l’altra parte o le idee religiose, che lei cita, sono d’accordo sul fatto che siano questioni che devono stare fuori dalla ricerca scientifica, che si basa su verificabilità sperimentale e presentazione dei risultati di fronte alla comunità dei pari. Personalmente non ho chiesto finanziamenti né fondi a nessun politico, né ne ho ricevuti. Ho deciso di inserire tali ricerche nel programma di vision dell’ente che presiedo, l’INRIM, non come tentativo di eludere le normali procedure di finanziamento, ma per dare un mio contributo all’ente stesso. Come spero sia chiaro dalle mie parole, ho buoni motivi per credere fermamente nella realtà dei fenomeni piezonucleari, che non hanno a che fare, come ho visto scritto, tanto con la produzione di energia (che potrà forse essere un’applicazione, ma è tutto da verificare e comunque per ora la questione è di marginale importanza per le mie ricerche), quanto con la misurazione di emissioni di particelle e di pesi atomici. Quindi l’INRIM è la sede ideale per poter misurare con precisione tali fenomeni e verificare la correttezza degli esperimenti condotti in questi anni. Qui ci sono le competenze e i mezzi (laboratori, strumenti) per farlo. Sono conscio che lo studio degli eventuali modelli interpretativi e delle eventuali applicazioni non rientrino nei compiti istituzionali dell’INRIM.

    La mia stessa nomina a Presidente dell’INRIM, aggiungo, pur se è stata fatta da un Ministro, Maria Stella Gelmini, che era espressione di un partito, si giustifica ampiamente con il lavoro fatto in questi anni (considerando il mio curriculum e il fatto che sono il docente del Politecnico di Torino con l’indice di pubblicazione più elevato, h-index=32), e senza aderenze politiche di alcun genere.

    4) Può spiegarci nel dettaglio e quantificare le risorse di cui ha bisogno per proseguire le Sue ricerche? Può spiegare perché non utilizza i canali competitivi e tradizionali di finanziamento della ricerca?

    Innanzitutto, per quanto riguarda i finanziamenti, il gruppo di ricerca del Politecnico di Torino, da me coordinato, ha speso negli ultimi quattro anni solo somme relativamente modeste poiché non è mai esistito un programma ufficiale dedicato al Piezonucleare (50.000 euro circa in 4 anni). All’INRIM, invece, dove ho cominciato a collaborare con qualche ricercatore interessato dal Settembre 2011, non si è speso sinora nemmeno un euro. È vero che il Consiglio di Amministrazione ha chiesto (all’unanimità) al Ministero un finanziamento specifico di 500.000 euro per tre anni, comprendendo comunque anche le ricerche sulle emissioni acustiche ed elettromagnetiche. Non abbiamo ancora ricevuto risposta.
    Alcuni dirigenti di ricerca dell’Ente hanno mostrato delle preoccupazioni ingiustificate, vista soprattutto la sostanziale assenza di implicazioni per i loro finanziamenti. Ovviamente è tutto certificabile da documenti ufficiali.

    Infine, in merito all’ultima domanda [nrd. Pensa che ci sia un complotto contro di Lei che Le impedisce la via della ricerca normale?] , le rispondo che no, non credo nella teoria dei complotti, e anzi, da 4 anni a questa parte con alcuni collaboratori del Politecnico stiamo portando avanti una ricerca “normale”, che non ha avuto l’ausilio di particolari fondi. Spesso – mi è capitato di pensare nel corso della mia vita – le idee migliori, o, almeno, foriere di spunti originali per la ricerca, mi sono venute proprio quando non avevo a disposizione budget stellari, ma anzi potevo contare su pochi mezzi.

    Chiudo con una nota di speranza: convinto come sono, sinceramente, che le reazioni piezonucleari siano un fatto reale, auspico che molti laboratori, in Italia, ma non solo, vogliano replicare gli esperimenti fatti da me e dai miei collaboratori. Sono pronto a discutere di risultati scientifici e di dati in qualsiasi momento, e a mettere a confronto le conclusioni ottenute. Le polemiche, invece, preferisco lasciarle ad altri.

    Cordiali saluti,
    Alberto Carpinteri

  9. Cara Tiziana,
    sinceramente anch’io non riesco proprio a vederlo tutto questo folle rischio di superare un’ irreversibile orizzonte degli eventi nel destinare qualche decina di migliaia di euro a ricerche di frontiera (bisognerebbe se mai vedere il destino degli 80 miliardi totali destinati, speriamo, alla ricerca europea …..e ben vengano, intendiamoci!!!!).
    Voglio dire: nella scienza le frodi hanno le gambe corte, che senso ha additare, senza prove contrarie, una ricerca di essere fraudolenta??
    Può portare forse a risultati fuorvianti e trascinare in temporanei abbagli collettivi, ma non tardano ad arrivare, se esistono, i fatti che possano smentire le teorie più ardite e se poi succede ( e in buona fede) …. e che sarà mai; sono ben altre le calamità del nostro paese: fenomeni esotici come Scilipoti o Gelmini che incomprensibilmente hanno la sventura di intersecare, loro malgrado, argomenti scientifici.

    D’altra parte la ricerca è per sua natura un addentrarsi in territori sconosciuti quindi mi pare un atteggiamento incauto, oltre che arrogante, quello di chi sa già per certo che alcuni esperimenti non portano a nulla di concreto.

    E poi 🙂 una notizia ben più incredibile era stata recentemente presa quasi sul serio:
    http://www.galileonet.it/agendas/4ee5e84672b7ab41c0000145

    Loro, al Gran Sasso, erano in buona fede e tutto si è concluso con un po’ di imbarazzo… ma perchè, allora , essere così prevenuti in altre sedi??

  10. Gentile Tiziana,

    Per prima cosa la ringrazio per l’interesse di Galileo in questa vicenda. Vorrei contribuire una semplice informazione per coloro che non si occupano di ricerca scientifica come mestiere:

    Se gli autori dello studio in questione avessero avuto dati solidi e le misure fossero state affidabili, non avrebbero esitato a cercare di pubblicare il tutto su riviste scientifiche ritenute attendibili. Per esempio Science, Nature, e tante altre. Invece gli autori hanno preferito pubblicare quei dati in riviste completamente sconosciute.

    Come altro esempio, il “simposio” organizzato a Torino sul “piezonucleare” (si puo’ leggere il programma online) consiste di una mezza dozzina di presentazioni e non coinvolge nessun esperto in fisica nucleare.

    Quando un sedicente scienziato decide che non e’ opportuno conforntarsi con i colleghi e che anzi i colleghi bisogna evitarli (probabilmente perche’ almeno cosi’ si evitano brutte figure) io ci penserei due volte prima di definire 900 ricercatori dei tradizionalisti non lungimiranti.

    A parte il fatto che questa storia e’ palesemente una furbata di cattivo gusto per ottenere finanziamenti dalla porta di servizio, mi rammarica il fatto che qualcuno stia infangando lo storico nome del Politecnico di Torino, fiore all’occhiello dell’educazione tecnologica in Italia.

    Io spero che la comunita’ scientifica internazionale riesca ad attivarsi al piu’ presto per far riconoscere il reato di frode scientifica, visto che in vari casi questi eventi si sono rivelati
    devastanti (si veda il caso di Schon nel 2001).

    In un momento in cui la ricerca scientifica in Italia soffre per carenza di strutture e finanziamenti e per brain drain, non possiamo assolutamente permetterci di dare voce a degli alchimisti dell’ultim’ora.

    Cordiali saluti,
    PN

  11. Tobia Hermano scrive:
    La giornalista non ha fatto l’unica domanda importante al dott. Mana, ovvero: Da dove vengono fuori i neutroni che Carpinteri ha rilevato con tre strumenti diversi, in maniera replicabile, e davanti ad un vasto pubblico esperto, durante il convegno ?

    Il punto cruciale non è l’osservazione dei neutroni, ma l’interpretazione data. Affermare che l’osservazione dei neutroni prova la possibilità di reazioni quali Fe(56) -> 2Al(27) + 2n equivale ad affermare che si crea energia dal nulla e si realizza un moto perpetuo. Non che questa affermazione sia sacrilega, ma occorre essere coscienti che demolisce i fondamenti della fisica.

    In breve, la reazione di cui sopra è endotermica. Questo è verificabile confrontato le masse atomiche prima e dopo la reazione. Quindi può avvenire solo se sono forniti 42 MeV al nucleo di ferro. Tale energia non può essere prelevata dal nucleo medesimo perché violerebbe la conservazione dell’energia. Questo perché l’energia interna a Fe(56) è già contabilizzata nella sua massa. Se così non fosse, si potrebbe utilizzare la reazione opposta, 2Al(27) + 2n -> Fe(56) + 42 MeV (che è esotermica e libera 42 MeV di energia), per ripristinare la condizione iniziale e chiudere un ciclo termodinamico che si auto-sostiene creando energia dal nulla.

    Per quanto riguarda l’osservazione dei neutroni, il fatto che il contatore scatti non significa necessariamente che abbia rilevato un neutrone. I dati relativi alla rivelazioni dei neutroni riportati negli articoli di Carpinteri presentano gravissime lacune metodologiche che portano a invalidare i risultati. Vedere

    http://arxiv.org/abs/1206.1863

  12. Sono solo un medico che Vi ricorda che “La ricerca scientifica è un’attività umana avente lo scopo di scoprire, interpretare e revisionare fatti, eventi, comportamenti o teorie relative alla natura usando i metodi scientifici, cioè basati sul metodo scientifico”. Questo non vuol dire dare per scontato e dogmatico tutto quello che si è appreso precedentemente. Anzi, vuol dire metterlo in discussione per averne ulteriori conferme, o smentite. Capisco che chi si crea un “giardinetto” tende a mantenerlo, difendendolo spesso ad oltranza, andando contro il proprio “essere scienziato”, ma purtroppo è quest’ultimo atteggiamento che prevale nell’Uomo da secoli: gli esempi sono innumerevoli e c’è chi ha pagato con la vita certe affermazioni veritiere, ma troppo anticipatorie. Chi contesta con delle firme, fa fortemente sospettare l’interesse personale-economico-politico. Chi contesta ripetendo l’esperimento, dimostrandone l’eventuale infondatezza o cambiando idea se constata di aver sbagliato, dimostra di essere un vero scienziato.

  13. Galileo era un grande, cambiate nome! State boicottando la scienza, appoggiate chi sta nascondendo la verità, i finanziamenti europei sono tanti e li volete proprio tutti! Fermare la ricerca sui terremoti e’veramente da incoscienti. Naturalmente state boicottando la fusione fredda che e’dimostrata e la risposta parlamentare sul tema ne evidenzia il riconoscimento da parte del governo italiano. vergognatevi

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