I governi del mondo non hanno onorato la promessa di difendere i diritti umani. È l’accusa contenuta nel rapporto annuale di Amnesty International, presentato oggi in numerose capitali del mondo. Durante il 2004, infatti, i diritti fondamentali di milioni di esseri umani sono stati disattesi o gravemente violati nelle crisi umanitarie e nei conflitti dimenticati. Colpa della mancanza di leadership morale dei vari stati, dice Paolo Pobbiati, presidente della sezione italiana di Amnesty: “Hanno tradito i loro impegni e stanno promuovendo una nuova agenda in cui il linguaggio della libertà e della giustizia viene usato per portare avanti politiche di paura e insicurezza”. Un esempio su tutti è il Darfur, dove il governo sudanese ha fatto strage dei diritti e la comunità internazionale ha reagito troppo tardi, tradendo le speranze di migliaia di persone. E non bisogna dimenticare la Repubblica Democratica del Congo, l’Afghanistan, l’Iraq, la Cecenia. Secondo il rapporto, che prende in esame 149 paesi, il 2004 ha dato anche qualche segnale positivo: i giudizi della Corte suprema Usa sui detenuti di Guantánamo e le rivolte popolari in Georgia e Ucraina. (r.p.)





