Una legge contro la tortura. La chiede a gran voce Amnesty International, che domani, in occasione della giornata mondiale dedicata alle vittime della tortura, scende in piazza per ottenere un adeguamento della legislazione italiana al diritto internazionale. L’inserimento di un reato autonomo e specifico di tortura nel nostro ordinamento, infatti, è atteso dal 1988, quando l’Italia ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. La campagna “Dico no alla tortura”, lanciata nel 2000 dall’associazione umanitaria, ha ottenuto più di 800 mila adesioni ed ha stimolato la presentazione di ben otto proposte di legge alla Camera e al Senato. Ma dopo più di quindici anni di ritardi, il disegno di legge è ancora fermo alla Commissione Giustizia della Camera e deve iniziare il suo iter al Senato. Data la grande attualità del tema in seguito ai fatti di Abu Ghraib, inoltre, Amnesty chiede al Governo la presentazione di un disegno di legge per la ratifica del protocollo opzionale alla Convenzione dell’Onu contro la tortura, con il quale si istituisce un sistema di visite da parte di esperti all’interno dei centri di detenzione. (r.p.)





