Cinque centri di ricerca per entrare nella rete d’eccellenza degli istituti europei. Servirà a questo lo stanziamento di oltre 12 milioni di euro da spendere nei prossimi cinque anni, approvato lo scorso 30 Aprile dall’Istituto Nazionale di Fisica della Materia (Infm). Le strutture che affronteranno i temi di punta della fisica della materia e delle nuove tecnologie costituiscono una fase del programma già approvato dall’Infm lo scorso anno e che prevede l’avviamento di dieci strutture in tre anni. Il progetto coinvolgerà centinaia di ricercatori e diverse città italiane. Così al Democritos di Trieste si studierà la materia utilizzando metodi di simulazione al computer e al Bec di Trento si approfondirà il condensato di Bose-Einstein. Nanostrutture, i nanotubi saranno al centro delle ricerche dell’ S^3 di Modena, che si occuperà di integrare sistemi biologici e artificiali per sviluppare tecnologie da applicare in medicina e nell’information technology. All’Ultras di Milano, la tecnologia laser servirà a produrre sorgenti di luce “ultraintense” per studiare l’interazione radiazione-materia. Il centro Coherentia di Napoli si occuperà invece di superconduttori e dei dispositivi ottici basati su questa tecnologia. (t.c.)





