Tutti gli archivi storici e le opere che avreste voluto consultare, senza spostarvi da casa. È l’idea che sta prendendo forma grazie al progetto di digitalizzazione del nostro patrimonio culturale nazionale. In linea con analoghi progetti europei ed extraeuropei, la Biblioteca Digitale Italiana è stata presentata nel dicembre scorso presso l’Accademia nazionale dei Lincei, a Roma. D’ora in poi, grazie al lavoro coordinato dal comitato guida della biblioteca, anche in Italia sarà possibile accedere a molti archivi (fisicamente sparsi per tutto il Bel Paese) direttamente dal computer di casa. Molte iniziative sono state appena avviate, ma diversi manoscritti e opere sono già in rete.
Il mastodontico lavoro portato avanti dal 2001 al 2007 ha visto raccolti più di 50mila documenti, esattamente nove milioni e 35mila immagini, che spaziano in tre differenti aree tematiche: musicale, storico-letteraria e scientifica. Oltre 40 istituzioni hanno avuto finora l’opportunità di dare il loro contributo. Per quanto riguarda l’area scientifica, hanno aperto i loro archivi in rete l’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze (Imss), l’ Accademia Nazionale dei Lincei, il Fondo Calogerà, la Scuola Galileiana e l’Accademia delle Scienze di Torino. I documenti comprendono sia manoscritti che opere a stampa e la ricerca avanzata può essere effettuata per istituzione, per autore o per pubblicazione. Alcune sezioni sono a consultazione riservata, come per esempio la parte dedicata a Leonardo da Vinci, realizzata per finalità di studio e ricerca all’interno dell’Imss. Tuttavia, sono tante le opere che possono essere scaricate, da autori come Galilei, Lavoisier o Linnè, a periodici sia correnti, Nuncius e Galilaeana, che storici.
Tra gli obiettivi futuri, il comitato guida si è proposto di consolidare gli standard tecnici nella prospettiva di una integrazione europea, di migliorare i servizi offerti dal portale e di finanziare altri progetti per coinvolgere un maggior numero di istituzioni. (s.m.)





