La gravidanza e il parto sono le principali cause di morte per le afgane. Lo rivela un censimento effettuato nei campi profughi prima della tragedia dell’11 settembre scorso e pubblicato oggi su The Lancet. Linda Bartlett e colleghi, del National Centres for Disease Control and Prevention (Atlanta, Usa), hanno indagato le cause di morte legate alla maternità che, tra gennaio 1999 e agosto 2000, avrebbero colpito un alta percentuale di donne afgane che vivevano in 12 campi profughi del Pakistan. L’indagine ha identificato1197 decessi totali all’interno di una comunità che contava poco più di 134 mila rifugiate (un tasso di mortalità pari a 5,5 ogni mille abitanti). Delle 66 morti che riguardavano donne in età riproduttiva (tra i 15 e i 49 anni), 27 erano dovute alle complicanze della gravidanza e del parto. Inoltre, il 60 per cento dei figli delle donne considerate sono nati morti o sono deceduti appena nati. La ricerca ha quindi definitivamente chiarito la causa all’origine dei decessi: l’impossibilità per le afgane di accedere ai servizi e alle infrastrutture sanitarie. Ma non solo. Come ha spiegato Gilbert Burnham, della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health (Baltimore, Usa) dimostra anche la necessità di “creare un sistema di salute pubblica che renda il Paese sicuro per donne e bambini”. (d.d.v.)





