HomeSalutePeste polmonare in Russia, l’Europa è a rischio?

Peste polmonare in Russia, l’Europa è a rischio?

La notizia del recente decesso di un’operatrice di laboratorio a Irkutsk, in Russia, a causa di una polmonite da sospetta peste polmonare, ha riacceso l’attenzione su una malattia che appartiene alla storia della medicina, ma che non è del tutto scomparsa. Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) al momento non vi sono notizie di casi secondari né evidenze di una trasmissione interumana sostenuta. Per l’Europa, rassicura l’ECDC, il rischio rimane estremamente basso: la peste è assente dal continente da oltre cinquant’anni e le strutture sanitarie dispongono di tutti gli strumenti per identificarla e curarla.

Che cos’è la peste polmonare e come si manifesta

La peste è un’infezione batterica provocata dal bacillo Yersinia pestis. Sebbene in passato sia stata responsabile di tre devastanti pandemie, oggi continua a manifestarsi in modo endemico soltanto in alcune aree di rurali di Americhe, Africa e Asia.

L’infezione esordisce solitamente con sintomi simili a quelli dell’influenza, ma può evolvere in tre distinte forme cliniche:

– Peste bubbonica. È la forma più comune. I sintomi compaiono da 2 a 6 giorni dopo l’infezione e includono un ingrossamento doloroso dei linfonodi (i “bubboni”) a livello di inguine, ascelle o collo. Se non trattata, presenta una mortalità compresa tra il 40% e il 70%.

– Peste polmonare primaria. È la forma più grave e aggressiva. I sintomi compaiono rapidamente, tra uno e tre giorni dall’infezione, e comprendono dolore toracico, produzione di muco denso nei polmoni e insufficienza respiratoria. Senza un rapido intervento farmacologico, la peste polmonare può portare alla morte nell’arco di 24 ore.

– Peste setticemica. Si sviluppa quando il batterio si diffonde nel flusso sanguigno, infettando altri organi. In assenza di antibiotici è quasi sempre letale.

Come si trasmette

Il serbatoio naturale del batterio è costituito dai roditori selvatici e la trasmissione all’uomo avviene generalmente tramite la puntura delle loro pulci. Le categorie più a rischio sono infatti le persone che vivono o lavorano a stretto contatto con roditori in zone endemiche o i viaggiatori diretti in queste aree.

Mentre la peste bubbonica non si trasmette facilmente da persona a persona, la peste polmonare può trasmettersi per via aerea tramite l’inalazione delle goccioline salivari (droplets) emesse con colpi di tosse. Tuttavia, questo contagio interumano richiede solitamente un contatto stretto e prolungato con un individuo sintomatico.

Prevenzione e cura

Al momento non esiste un vaccino disponibile contro la peste, ma la malattia è pienamente trattabile se diagnosticata per tempo. La cura si basa sull’uso tempestivo di antibiotici specifici, ampiamente reperibili nei Paesi dell’Unione Europea.

Nei casi di sospetta o confermata peste polmonare, il protocollo prevede l’immediato isolamento del paziente sotto la cura di personale medico specializzato. Contemporaneamente viene avviato il tracciamento dei contatti stretti, che devono essere rapidamente monitorati e sottoposti a profilassi o trattamento preventivo.

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