Un’aspirina al giorno per combattere il cancro?

Se ne parla già da un po’, ma ora sembra arrivata una conferma importante. Uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology, rivede infatti a rialzo l’efficacia e la sicurezza dell’aspirina nella lotta contro il cancro, dimostrando che l’assunzione quotidiana del farmaco potrebbe rivelarsi una tra le più potenti strategie di prevenzione oncologica disponibili.

Sviluppata come antidolorifico oltre un secolo fa, l’aspirina (acido acetilsalicilico) ha dimostrato negli ultimi decenni di avere una vasto numero di potenziali effetti benefici, come la riduzione del rischio di ischemie cardiache e cerebrali,e anche la capacità di diminuire l’incidenza di alcuni tipi di tumori particolarmente diffusi. Nonostante sia un farmaco di uso comune, può comunque esporre a diversi effetti collaterali importanti, come ictus emorragico, o emorragie gastriche anche letali. Per questo motivo, a fronte della crescente mole di dati che dimostrano la sua efficacia anti-cancro, la ricerca di recente si è concentrata nel valutare la sicurezza e il reale rapporto rischi/benefici della sua assunzione quotidiana.

Nel più ampio studio di questo tipo realizzato fino a oggi, i ricercatori del Centre for Cancer Prevention della Queen Mary University of London hanno incrociato i dati delle principali ricerche svolte negli ultimi anni sugli effetti terapeutici e l’incidenza di effetti collaterali dell’aspirina, dimostrando che gli effetti benefici supererebbero di molto i possibili rischi per la salute. Dai loro risultati emerge infatti che l’assunzione quotidiana del farmaco per un periodo di almeno 10 anni ridurrebbe del 35% l’incidenza e del 40% le morti nel caso del tumore dell’intestino, e del 30% l’incidenza del cancro all’esofago e di quello allo stomaco, con una diminuzione della mortalità di circa il 35-50%.

Lo studio mostra inoltre che i rischi di effetti collaterali, seppur presenti, sarebbero piuttosto contenuti: in persone di 60 anni aumenterebbe infatti circa del 2,2-3,6% il rischio di emorragie gastriche, che risulterebbero fatali circa nel 5% dei casi, e nonostante una apparente diminuzione del numero di casi di ictus emorragico, la mortalità per questa patologia aumenterebbe del 21% a causa dell’aspirina. Secondo Jack Cuzick, coordinatore della ricerca, gli eventi avversi sarebbero quindi superati di molto dai possibili benefici, che dopo un ciclo di 10 anni continuerebbero anche in seguito alla cessazione della terapia. Il ricercatore inglese si spinge fino a consigliare l’assunzione giornaliera di aspirina (tavolette da 75 milligrammi) a tutte le persone di età compresa tra i 50 e i 65 anni, come starebbe facendo anche lui stesso ormai da quattro anni.

“Assumere l’aspirina sembra una delle opzioni più importanti che abbiamo oggi a disposizione per ridurre il rischio di sviluppare un tumore”, racconta Cuzick. “Solo smettere di fumare e ridurre l’obesità sono più efficaci”.

Non tutti però sembrano d’accordo sull’opportunità di consigliare l’aspirina per la prevenzione dei tumori in persone sane. Almeno per ora: “L’aspirina sembra estremamente promettente, ma è essenziale assicurarci di bilanciare questi benefici con i possibili rischi a cui espone”, sottolinea infatti Julie Sharp, esperta di Cancer Research Uk, ricordando che prima di assumere il farmaco per periodi prolungati è necessario sempre consultare il proprio medico. “Prima di poter raccomandare l’aspirina per la prevenzione dei tumori ci sono alcune importanti domande a cui la ricerca deve trovare risposta, come quale sia la dose ottimale, e quali persone dovrebbero assumere il farmaco. Bisognerà sviluppare inoltre dei test che aiutino a prevedere quali pazienti sono più a rischio di sviluppare effetti collaterali”.

via Wired.it

Credits immagine: Curtis Perry/Flickr

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