Temi HI TECH, Società

Dentro l’archeologia. Con lo smartphone

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di Anna Lisa Bonfranceschi | Pubblicato il 22 Novembre 2010
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A spasso per l’antica Cartagine, nella Dublino del Medioevo o dentro un dipinto di Giotto, direttamente dallo smartphone. È questa la scommessa per il nuovo tipo di turismo culturale presentata ad Archeovirtual, l’evento dedicato alle tecnologie virtuali applicate all’arte e all’archeologia, che ha avuto luogo a Paestum lo scorso 18 novembre. La dimostrazione, organizzata dall’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali del Cnr (Itabc-Cnr), è stata realizzata nell’ambito della XIII Borsa mediterranea del turismo archeologico. 

In tutto sono diciotto i progetti presentati dall’Itabc, che si avvalgono di immagini navigabili e ricostruzioni video, tutti in 3D. “Il visitatore viaggerà nel tempo, esplorando gli insediamenti della villa di Oplontis e dell’antica Cartagine”, ha spiegato Sofia Pescarin, archeologa dell’Itabc e direttore scientifico della mostra: “Si muoverà nel clamore della battaglia delle Termopili, entrerà in una tomba cinese del primo secolo a.C., prenderà parte all’assassinio del principe Francesco Ferdinando a Sarajevo, costruirà personalmente una nave con i carpentieri romani e osserverà l’applicazione dei colori di Giotto”. Una delle novità presentate ad Archeovirtual consente infatti di scoprire tutti i segreti delle opere di Giotto, catapultando lo spettatore direttamente dentro i dipinti, facendolo muovere tra i personaggi.  Questi contenuti multimediali saranno accessibili anche direttamente dal cellulare, grazie alle elevate capacità di memoria e agli speciali algoritmi di compressione dati dei nuovi smartphone.

Durante l’evento è stato anche presentato il progetto della più grande rete di musei virtuali (V-MusT.net) coordinato dall’Itabc-Cnr e che partirà il prossimo febbraio. Durerà quattro anni e vede la partecipazione di università e istituzioni di Italia, Belgio, Bosnia-Herzegovina, Cipro, Egitto, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Irlanda, Olanda, Spagna e Svezia. 

Riferimenti: ArcheoVirtual 2010

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