Un singolo filamento di Dna capace di ripiegarsi spontaneamente in una nanostruttura rigida dalla forma di ottaedro. Lo ha realizzato l’équipe condotta da William Shih dello Scripps Research Institute di La Jolla, in California. L’ottaedro, delimitato da otto facce triangolari, è una struttura altamente rigida, mentre quelle delimitate da facce non-triangolari, come i cubi, si deformano facilmente. Come spiegano i ricercatori su Nature, è stato appositamente disegnato un filamento di Dna con specifiche regioni auto-complementari capaci di guidarne l’avvolgimento proprio in un ottaedro. Una specie di origami molecolare, insomma, con il Dna che si ripiega come un foglio di carta per realizzare la figura desiderata. La struttura ottenuta, diversi milioni di volte più piccola di un normale righello, può essere trattata con gli strumenti della biologia molecolare classica: può essere quindi clonata e amplificata, per ottenere enormi quantità di nano-materiali uniformi. Gli ottaedri potrebbero funzionare come compartimenti artificiali in cui introdurre diversi tipi di molecole, per esempio proteine: se ne avvantaggerebbe la cristallografia ai raggi X, per la quale è necessario che le proteine siano organizzate in strutture cristalline ordinate. Altre possibilità si intravedono nell’elettronica. Potenzialmente, i computer possono essere costruiti con nanocomponenti, che devono però essere organizzati in circuiti integrati: le strutture di Shih potrebbero proprio guidare l’assemblaggio dei nanocircuiti. (va.m.)





