Da armi di distruzione ad armi distrutte. Nell’ambito della settimana mondiale di azione contro le armi leggere, la campagna mondiale “Control Arms”, lanciata da Amnesty International, Oxfam e dalla Rete Italiana di azione sulle armi leggere (Iansa), rinnova la richiesta di un trattato sul commercio delle armi. E lo fa proprio nel giorno in cui molte armi leggere e da fuoco verranno distrutte in molti paesi come forma di protesta. “Sono 639 milioni le armi che circolano nel mondo, una ogni dieci persone”, spiega Emilio Emmolo, responsabile del Coordinamento Trasferimenti di Armi per Amnesty International: “Vengono prodotti 14 miliardi di munizioni, quasi due per ogni abitante del pianeta”. Un mercato che cresce costantemente: ogni anno, infatti, vengono prodotti otto milioni di nuove armi. E che alimenta le violazioni dei diritti umani, la povertà , i conflitti e la criminalità . Sotto accusa sono i paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Fra le armi da distruggere oggi ci saranno anche quelle prodotte dall’Italia che, secondo l’ultimo rapporto dello Small Arms Survey, è il secondo paese esportatore di armi leggere e di piccolo calibro dopo gli Stati Uniti. La legislazione italiana, inoltre, presenta delle gravi lacune nei confronti degli intermediari di armi leggere, che organizzano i trasferimenti di armi nel nostro paese verso destinazioni vietate o messe sotto embargo dalle Nazioni Unite senza però farle passare dal territorio italiano. (r.p.)





