Convertire calore in suono e il suono in elettricità. In altre parole, produrre energia elettrica mentre si è ai fornelli. E’ l’obiettivo dello Score Project: un progetto da due milioni di sterline che impegna ricercatori di tutto il mondo nella realizzazione di una stufa capace di convertire il calore generato dalla combustione di biomassa in elettricità.
Score è l’acronimo di Stove for Cooking, Refrigeration and Electricity che significa, appunto, “stufa per la cucina, la refrigerazione e l’elettricità”. Dal 2007 coinvolge numerosi atenei britannici guidati dall’Università di Nottingham e sotto la “supervisione” di governi, centri di ricerca e organizzazioni civili dell’Africa e dell’Asia, il cui compito è assicurarsi che tutti gli sforzi si concretizzino in qualcosa di utile e accessibile ai paesi in via di sviluppo.
La rivoluzionaria stufa sfrutta i principi della termoacustica, grazie alla quale è possibile generare onde sonore a partire dal calore sprigionato da un combustibile che brucia. A questa tecnologia, già sperimentata con successo nei Los Almos Laboratories, si accompagna un filone di ricerca innovativo. I ricercatori del Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica dell’Università di Nottingham sono infatti al lavoro per costruire un dispositivo – un alternatore lineare – che permetta di convertire il suono in elettricità attraverso un sistema di magneti. L’energia elettrica così prodotta servirà ad alimentare un piccolo frigorifero per conservare i cibi e magari per illuminare.
Attualmente, dopo simulazioni computerizzate e test in laboratorio, gli alternatori sono in fase di sperimentazione in Gran Bretagna, Nepal e Kenya. Al termine del collaudo, previsto per il 2012, i generatori (dal peso compreso tra i dieci e i dieci chilogrammi) saranno venduti al prezzo di 20 sterline e produrranno un’ora di energia elettrica per ogni chilo di combustibile usato, per esempio, per cucinare. Ad oggi, infatti, le popolazioni delle zone rurali dell’Africa e dell’Asia usano biomasse per cuocere cibi e scaldarsi. Questa pratica, oltre ad essere inefficiente dal punto di vista energetico (fa perdere circa il 93 per cento di energia) è anche dannosa per la salute a causa dei fumi generati ed inalati negli ambienti domestici.
In attesa che gli alternatori siano prodotti su scala industriale, l’appuntamento è per il 2010 a Shanghai in occasione dell’Expo “Better City Better Life” dove i membri del progetto sono stati invitati a presentare la loro tecnologia. (m.s.)
Riferimenti: Univeristy of Nottingham





