“L’interruttore che attiva i ricordi più recenti è una rapida trasformazione delle connessioni già esistenti tra i neuroni”. È questa l’ipotesi suggerita da Ronald Davis del Baylor College of Medicine di Houston dopo aver studiato come risponde il cervello dei moscerini della frutta durante l’apprendimento. Nell’esperimento descritto sulla rivista Neuron gli insetti sono stati sottoposti contemporaneamente a una scossa e uno stimolo olfattivo imparando così a collegare i due eventi. In alcuni moscerini geneticamente manipolati l’arrivo degli impulsi nervosi ha reso fluorescenti le cellule cerebrali coinvolte permettendo ai ricercatori di osservare con un idoneo microscopio le molte connessioni attivate da particolari neuroni detti di proiezione. Il fenomeno descritto potrebbe rappresentare il primo anello della complessa catena di eventi che permettono ai ricordi di sedimentarsi nella memoria. Gli insetti infatti continuano a evitare l’odore associato alla scossa anche quando l’attività delle sinapsi è del tutto cessata. Secondo Davis questo meccanismo di formazione dei ricordi, finora sconosciuto, potrebbe essere rilevante anche per altre forme di apprendimento non solo nei moscerini, ma anche in creature più evolute come gli esseri umani. Per il futuro quindi i ricercatori si propongono sia di estendere lo studio, sempre con tecniche di genetica molecolare, a ulteriori stimoli sensoriali sia di esaminare il comportamento di altri animali come i topi. (g.p.)





