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Vaccino al computer

Algoritmi di compressione digitale sfruttati per combattere il virus dell’Aids. E’ l’idea innovativa alla base di un progetto di ricerca della Microsoft in collaborazione con la University of Washington di Seattle e il Royal Perth Hospital (Australia).

“Si tratta del primo tentativo di riprodurre in un vaccino la variabilità del Hiv” spiega James Mullins, uno dei ricercatori coinvolti nel progetto. Infatti il virus dell’Aids muta con estrema rapidità, riuscendo così ad eludere il nostro sistema immunitario. Per questo motivo un vaccino sviluppato per un ceppo del virus potrebbe non funzionare contro una variante dello stesso.

Qui entrano in gioco gli algoritmi: questi procedimenti di calcolo, solitamente utilizzati per comprimere immagini digitali o per riconoscere modelli di messaggi e-mail indesiderati, se appositamente modificati potrebbero essere di aiuto nell’identificazione di quelle caratteristiche genetiche che accomunano ceppi diversi del virus Hiv. Così sarebbe possibile mettere a punto un unico vaccino efficace contro più varianti. Alcuni prototipi di vaccino prodotti mediante gli algoritmi sono in fase di sperimentazione, ma Andrew McMichael, esperto di vaccini anti-Aids dell’Università di Oxford, ha alcune riserve: “L’approccio potrebbe essere buono, ma prima di studiare un vaccino “multi-ceppo” dovremmo in generale stabilire se siamo realmente in grado di mettere a punto un vaccino e che tipo di risposta immunitaria stiamo cercando di stimolare”. (a.m.)

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