Le emissioni di gas a effetto serra saliranno del 52 per cento entro il 2030, se non si prenderanno misure adeguate per ridurre il consumo globale di energia. A lanciare l’allarme è il rapporto World Energy Outlook presentato dall’International Energy Agency (Iea). Le maggiori preoccupazioni, per quanto riguarda le ripercussioni ambientali, sono rivolte alla mancata attuazione degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto, che stabilisce per ciascun paese la riduzione delle emissioni di gas inquinanti entro il 2008-2012. Dal punto di vista energetico, l’attenzione si concentra sulle risorse di petrolio e gas naturale in Medio Oriente e Nord Africa. L’Iea sottolinea l’importanza di massicci investimenti nella esplorazione e nella produzione, necessari per far fronte alla crescente domanda di energia, evitare l’impennata del prezzo del petrolio, il combustibile principale, e prevenire una crisi economica globale. Secondo le stime dell’Agenzia, senza questi investimenti, il prezzo del petrolio si dovrebbe aggirare mediamente intorno ai 35 dollari al barile nel 2010, ai 37 dollari nel 2020 e ai 39 dollari nel 2030: 10 dollari in più rispetto alle previsioni contenute nel rapporto del 2004. Il rapporto conclude raccomandando la necessità di azioni politiche e innovazioni tecnologiche per invertire questa tendenza e avviare il pianeta in un cammino di energia sostenibile. Altrimenti il futuro si prospetta tutt’altro che roseo, sia dal punto di vista della sicurezza energetica sia dello scenario ambientale. (a.c.)





