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Perché le strade note sembrano più lunghe

Per quale motivo un percorso noto sembra più lungo di uno sconosciuto? La risposta, secondo un’equipe di ricercatori inglesi della Manchester University, dipende da meccanismi cerebrali che “allungano” percettibilmente i percorsi che si hanno presenti e, viceversa, “abbreviano” le distanze dei tratti nuovi. La ricerca, condotta da Andrew Crompton e pubblicata su Environment and Behavior è stata seguita su 140 studenti universitari a cui è stato chiesto di valutare la distanza dalle proprie residenze fino alle destinazioni a loro più familiari (come ad esempio la mensa e la biblioteca). Percorsi quotidiani, nei quali è stata riscontrata una notevole differenza: se gli studenti del primo anno hanno stimato la lunghezza di un itinerario di un miglio in 1,24 miglia, quelli del terzo anno l’hanno valutata in 1,45 miglia. Il motivo, secondo Crompton, starebbe in una maggiore memorizzazione dei dettagli lungo il tragitto che, ovviamente, aumenta col tempo e con la frequenza dei passaggi. Come a dire che con il passare degli anni e la maggiore frequentazione dei percorsi, questi ultimi tendono ad allungarsi a livello percettivo. Il risultato conferma l’idea di alcuni neuroscienziati, secondo cui i fattori distanza e tempo dipendono in una certa misura dalla ricezione del nostro cervello. (i.s.)

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