Troppi ossidi nell’atmosfera

Uno studio condotto dal British Antarctic Survey e dalle Università di Leeds e East Anglia apparso su Science ha messo in luce un’elevata concentrazione di composti alogenati – ossidi di bromo e di iodio – negli strati inferiori dell’atmosfera in Antartide. Questi ossidi tendono ad abbassare il livello di ozono indebolendo il potere ossidante dell’atmosfera, cioè la sua capacità di eliminare le sostanze chimiche dannose spesso di origine umana. Le particelle di ossidi di iodio possono inoltre formare nubi ghiacciate con un conseguente impatto sui cambiamenti climatici a livello locale.

Si tratta di sostanze che hanno origine dal sale marino e da alcune alghe presenti sulla superficie inferiore del ghiaccio e persistono nell’atmosfera durante il periodo di luce, che in Antartide va da agosto a maggio. La principale sorpresa per gli scienziati è costituita dalla massiccia presenza di ossido di iodio, mai rilevato, al contrario, nella regione Artica.

Lo studio, che aveva come scopo principale la descrizione del processo di formazione dell’atmosfera terrestre, è stato condotto per 18 mesi presso l’osservatorio della Halley Station, nella Brunt Ice Shelf, a 20 chilometri dal mare di Weddell, tramite l’analisi dello spettro di un fascio di luce proiettato attraverso gli strati di ghiaccio e la misurazione della composizione chimica dell’aria.

“Gli alogeni”, ha dichiarato John Plane, chimico dell’atmosfera presso l’Università di Leeds, “hanno un consistente impatto sulla diminuzione dell’ozono, sulla capacità dell’atmosfera di rimuovere sostanze potenzialmente nocive e sulla formazione di aerosol. I risultati dello studio evidenziano l’esigenza di approfondire le ricerche per venire a capo dei numerosi aspetti ancora non chiari”. (s.s.)

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