Un nuovo tassello genetico si aggiunge a quelli finora disponibili: agli otto geni già individuati correlati alla malattia di Parkinson, di cui ben tre scoperti da ricercatori italiani, si aggiunge ora GIGYF2, scoperto negli Stati Uniti presso il Reparto di Endocrinologia dell’Ospedale del Rhode Island grazie alla collaborazione con la banca del Dna realizzata dalla Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson e da Telethon.
L’alterazione di GIGYF2 impedisce all’Igf1 (Insulin Growth Factor), uno dei fattori di crescita cellulare presenti nell’organismo, di attaccarsi correttamente alla cellula e di favorirne la sopravvivenza, contrastando la cascata di eventi che porta all’apoptosi, cioè alla morte cellulare. “Il gene e il suo meccanismo sono stati svelati da Corinne Lautier, che stava svolgendo delle ricerche sul diabete presso l’Ospedale del Rhode Island”, spiega Stefano Goldwrum, direttore della banca del Dna. “Dal momento che questo gene si trova sul cromosoma 2 e in una posizione che è stata correlata alla malattia di Parkinson, dagli Usa è arrivata la richiesta di poter usare i campioni presenti nella nostra banca per verificare la presenza dell’alterazione genetica”.
I risultati, presentati sulla rivista American Journal of Human Genetics, dimostrano che GIGYF2 è effettivamente collegato al rischio di sviluppare la malattia. “La scoperta del gene”, dichiara Gianni Pezzoli, Direttore del Centro Parkinson Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, Presidente della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson e dell’Associazione Italiana Parkinsoniani, “apre importanti nuove prospettive. Nella malattia di Parkinson le cellule nervose dopaminergiche della sostanza nera si danneggiano e muoiono causando i principali sintomi della patologia: tremore, movimenti rallentati, difficoltà nell’equilibrio e nella coordinazione. E GIGYF2 sembra giocare un ruolo chiave in questo meccanismo”.
La notizia arriva proprio alla vigilia della Giornata Mondiale del Parkinson, celebrata domani a Roma dal convegno “Il futuro del paziente con Parkinson”, organizzato dall’Associazione Italiana Parkinsoniani. Si stima che in Italia le persone affette da Parkinson siano circa 200.000, di cui 10.000 con meno di 40 anni di età. (l.g.)





