HomeSaluteL'Italia del cancro a due velocità

L’Italia del cancro a due velocità

Esiste un significativa disparità territoriale dell’offerta sanitaria in oncologia, sia per la cura che per la presa in carico dei malati. È quanto emerge da un’indagine condotta dalla Favo, la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia, alla vigilia della IV Giornata nazionale del malato oncologico in programma il 2 e il 3 maggio a Taranto.

L’indagine “Disparità nell’accesso dei malati oncologici ai trattamenti terapeutici e assistenziali”, realizzata in collaborazione con Inps, Aiom (Associazione Italiana dei Medici Oncologi) e Airo (Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica), si pone l’obiettivo di fotografare discriminazioni sia sul piano dei trattamenti terapeutici (farmacologici, radioterapici, radiodiagnostici e riabilitativi) che su quelli assistenziali (accertamento dell’invalidità, informazione, sostegno psicologico e assistenza domiciliare).

Sebbene mostri un’offerta sanitaria mediamente di buon livello, specie per gli aspetti più specificamente terapeutico-sanitari di risposta alla fase acuta, la ricerca segnala invece una carenza sotto il profilo dell’assistenza domiciliare, della riabilitazione e, anche in ambito ospedaliero ma non solo, per quanto riguarda il sostegno psicologico a pazienti e familiari. Difformità emergono, infatti, per quanto riguarda le prestazioni specialistiche extraospedaliere di Medicina Fisica e Riabilitativa.

Per quanto riguarda la radioterapia, la difformità tra Nord e Centro-Sud appare evidente se si considera che su 125.007 pazienti che nell’anno 2007 hanno avuto accesso ai 150 centri distribuiti sul territorio nazionale, il 58% ha ricevuto il trattamento presso i centri del Nord Italia e il 42% presso i centri del Centro-Sud. Risultano inoltre particolarmente carenti, specie nel Sud e nelle Isole, i servizi di supporto psicologico, visto che, secondo le associazioni, beneficia del sostegno psicologico offerto dalle Asl poco più del 26% dei pazienti, con una punta di oltre il 38% al Nord, mentre al Sud scende al 12%.

Ma è l’assistenza domiciliare integrata che preoccupa di più le associazioni di malati oncologici. Le prestazioni sono riservate prevalentemente alle persone anziane, e i malati oncologici vi figurano soprattutto tra i pazienti terminali (8,08% delle persone assistite). Le difformità tra Regioni sono marcate: da 1,18 casi per 1.000 abitanti in Valle d’Aosta (1,40 nella Provincia autonoma di Bolzano e 2,55 in Sicilia) a 34,11 casi in Puglia (20,50 in Friuli-Venezia Giulia).

E’ sulla disponibilità di farmaci che poi emergono alcune difformità nell’accesso alle cure oncologiche di un certo rilievo. Nelle 14 regioni con Prontuari terapeutici regionali, si possono determinare ritardi di accesso a causa dei tempi impiegati dalle Commissioni preposte per autorizzare, dopo che un farmaco è’ stato varato dall’Aifa, l’inserimento del farmaco stesso nel Prontuario terapeutico regionale, mentre le regioni che effettuano una automatica ammissione alla rimborsabilità dei farmaci autorizzati dall’Aifa (come Piemonte e Lombardia) riescono probabilmente ad avere un accesso più rapido. (p.f.)

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