Aumenta la sopravvivenza nel tumore del polmone. Con chemio e immunoterapia insieme

La combinazione di pembrolizumab e dei farmaci a base di platino porta a una riduzione del 51% del rischio di decesso. I dati presentati oggi all'American Association for Cancer Research di Chicago e pubblicati sul New England Journal of Medicine. Potrebbero cambiare la pratica clinica

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Fino a due anni fa disponevamo soltanto della chemioterapia. Poi è stata messa a punto l‘immunoterapia, anche questa utilizzata da sola. Adesso si scopre che la somma delle due supera i risultati di entrambe. E di molto. Parliamo del tumore al polmone non a piccole cellule non squamoso metastatico e non mutato, cioè che non ha alterazioni del gene EGFR né riarrangiamenti del gene ALK: un nuovo studio presentato oggi a Chicago al congresso annuale dell’American Association for Cancer Research e pubblicato in contemporanea sul New England Journal of Medicine mostra che, per i pazienti con questo tipo di neoplasia, la combinazione dell’immunoterapico pembrolizumab e della chemioterapia a base di platino aumenta di molto la sopravvivenza, sia quella generale che quella libera da progressione di malattia, riducendo del 51% il rischio di decesso rispetto alla chemioterapia. La ricerca ha visto la forte partecipazione di gruppi italiani, tra cui quello di Marina Garassino, responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Medica Toraco-Polmonare presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ultimo autore dello studio.

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