Una sana risata può fare un gran bene alla salute. Non solo perché aiuta a rilassarsi, calma mente e corpo, e aiuta ad alleviare il dolore, ma anche perché aiuta a respirare meglio. E quando a farlo sono pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) il guadagno di una risata può diventare una vera e propria terapia. Al pari di altre strategie usate da tempo per aiutare i pazienti a respirare meglio. Una buona notizia per le milioni di persone alle prese con la malattia al mondo.
La broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco)
La Bpco, infatti, è una malattia respiratoria che si manifesta con tosse, fame d’aria, stanchezza, sibilo, sensazione di oppressione al petto e che espone chi ne soffre ad un maggior rischio di malattie, non solo respiratorie (dalle infezioni, ai problemi cardiaci, all’ansia e alla depressione). L’Organizzazione mondiale della sanità afferma che ogni anno circa 3,4 milioni muoiano di Bpco, la terza causa di morte al mondo. In Italia si stima che siano 3,5 milioni le persone con Bpco, e per loro, potrebbero essere d’aiuto anche delle sane risate. Lo suggerisce uno studio presentato a Barcellona, dove è in corso il congresso dll’European Respiratory Society e che ha testato l’efficacia della terapia della risata come strumento di riabilitazione per alcuni pazienti con Bpco.
La risata-terapia come esercizio di riabilitazione
“La gestione della Bpco richiede più della sola terapia farmacologica. I pazienti necessitano di un approccio olistico che li aiuti ad affrontare i sintomi, il peso fisico della malattia e il suo impatto emotivo e psicologico”, ha spiegato dal congresso Goncagul Aldan della Hacettepe University Faculty of Nursing di Ankara, presentando i risultati. L’idea di Aldan e colleghi è stata dunque quella di mettere alla prova il potere di una risata, soprattutto in questo caso come strumento di riabilitazione respiratorio (perché ridere a comando è fattibile solo fino a un certo punto). “Ridere può esercitare i muscoli respiratori, favorire un’espirazione più profonda e innescare il rilascio di endorfine, offrendo sollievo sia fisico che emotivo. La terapia della risata mira a evocare gli effetti di una risata autentica nel corpo”, ha spiegato Aldan. Come si evocano questi effetti? Con esercizi di rilassamento, meditazione, sorrisi, battiti a ritmo delle mani, così come il gioco dei mimi (per esempio provando a fare il verso di un animale).
Meno fame d’aria ridendo
Dopo otto settimane – durante le quali ai pazienti si chiedeva di praticare la risata-terapia almeno per tre volte a settimana, per una mezz’oretta – i ricercatori hanno osservato dei miglioramenti. Nello specifico la risata-terapia riduce la fame d’aria e migliorava la malattia nel complesso (almeno secondo quanto osservato nei test usati per valutare la gravità della malattia) rispetto ai pazienti che non avevano fatto esercizi di respirazione. Miglioramenti simili si avevano anche nel gruppo di pazienti che aveva seguito un esercizio riabilitativo più tradizionale, come quello dell’espirazione lenta attraverso le labbra socchiuse. Quanto osservato, sebbene su un piccolo gruppo di pazienti (una sessantina quelli inclusi in totale nello studio) concludono gli esperti, suggerisce che ridere possa candidarsi a diventare davvero una terapia per la Bpco, complementare alle terapie esistenti.
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