Vita

Il più piccolo rettile al mondo è un mini-camaleonte

Vive in Madagascar e potrebbe classificarsi come la più piccola specie di rettile esistente. È Brookesia nana, un camaleonte in miniatura scoperto dal team guidato da Frank Glaw, erpetologo del Bavarian State Collection of Zoology di Monaco, e presentato in uno studio pubblicato su Scientific Reports. Analizzando due esemplari adulti, Glaw e colleghi ne descrivono le principali caratteristiche, e sollevano alcuni degli interrogativi ancora aperti nella su questi animali così piccoli. Primo fra tutti, quelli che riguardano le enormi dimensioni degli organi genitali maschili.

Miniature isolane, o no?

Finora, il più piccolo rettile conosciuto era il B. micra, anch’esso del genere Brookesia, lungo 16 mm. Ora il primato passa agli esemplari osservati da Glaw e colleghi: il maschio di Brookesia nana raggiunge appena i 13.5 mm, mentre la femmina misura 19.2 mm (e rispettivamente circa 21 mm e 29 mm comprendendo le code). Dei record di questi mini-camalenti si parla da tempo, come mostrano anche alcune immagini su Twitter.

Il fenomeno della miniaturizzazione è già noto in zoologia. Non è raro infatti che alcuni animali conoscano una progressiva riduzione della loro dimensione corporea durante il processo evolutivo. Perché avviene? Come scrive Mark Scherz, co-autore dello studio ed erpetologo dell’Università di Potsdam, sul su blog: “Questo nuovo camaleonte viola lo schema per cui le specie più piccole si trovano nelle isole più piccole”.

L’ipotesti vale infatti per esempio il B. micra, che vive nella minuscola isola di Nosy Hara, nel Canale del Mozambico, ma non per Brookesia nana, che abita nella foresta pluviale del Madagascar settentrionale, la cui estensione porta a classificarlo come un microcontinente più che come un’isola. Pertanto, conclude Scherz, probabilmente “c’è qualcos’altro che ne ha causato la miniaturizzazione”.

Mini-rettile, maxi genitali

C’è poi un altro quesito aperto. Restano infatti da accertare le cause di una peculiarità importante di questi animali: le dimensioni relativamente grandi degli organi riproduttivi del maschio. Spesso le specie più piccole di camaleonti hanno dei genitali grandi: nel caso del Brookesia nana, gli emipeni misurano 2.5 mm quando estroflessi e, quindi, circa il 18.5% della lunghezza totale, riferisce LiveScience.

Potrebbe essere una caratteristica legata alla comunicazione sessuale tra camaleonti, solitamente influenzata dal colore e dagli ornamenti esterni, come le creste sulla testa. Ma camaleonti del genere Brookesia non sono particolarmente colorati e mancano di questi ornamenti. L’ipotesi secondo gli scienziati è che tutto questo sia in relazione alle dimensioni corporee. Infatti, poiché la femmina è più grande, per motivi fisiologici che ne impediscono ulteriori riduzioni, il maschio necessiterebbe di questi genitali per potersi adattare nel rapporto sessuale. Si tratta pero di ipotesi, la cui conferma richiede ulteriori studi dei genitali femminili per comprendere così meglio anche l’intero processo evolutivo.

Riferimenti e credits immagine copertina CC: Scientific Reports

Sandy Fiabane

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