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“Chiudete Guantánamo”

Isolamento estremo, deprivazione sensoriale, gabbie buie e metalliche, condizioni di detenzione rigide e crudeli. La grande maggioranza dei prigionieri di Guantánamo è detenuta nella violazione degli standard internazionali sul trattamento umano, secondo una nuova denuncia di Amnesty International che torna a chiedere la chiusura del carcere statunitense e la possibilità di processi equi per i carcerati.

A quanto risulta, sono 385 le persone attualmente chiuse a Guantánamo e l’80 per cento di loro si trova in isolamento. Lo scorso dicembre, l’apertura di una nuova struttura, conosciuta come Campo 6 dove il Pentagono ha comunicato di aver trasferito verso la metà di gennaio 165 detenuti , ha determinato condizioni ancora più dure, di reclusione estrema e deprivazione sensoriale. Dalle immagini fotografiche e dalle testimonianze raccolte da Amnesty, emerge che i prigionieri sono chiusi per 22 ore al giorno in celle d’acciaio di massima sicurezza, tagliati quasi completamente fuori da ogni contatto umano. Le celle non hanno aperture sull’esterno o accesso a luce e aria naturale. I detenuti non possono svolgere alcuna attività, sono sottoposti a illuminazione costante, 24 ore su 24, e sorvegliati ininterrottamente. Possono svolgere esercizio fisico uno per volta, in un cortile circondato da alte mura perimetrali che lasciano filtrare poca luce naturale. Spesso, portati fuori dalle celle di notte, non vedono la luce del sole per vari giorni.

Anche se le autorità statunitensi descrivono il Campo 6 come una “struttura moderna e all’avanguardia”, più sicura per il personale e più confortevole per i detenuti, secondo Amnesty le condizioni di Guantánamo appaiono maggiormente severe anche dei più restrittivi livelli di custodia in “supermassima sicurezza” in territorio statunitense, criticati da organi internazionali come incompatibili con i trattati sui diritti umani.

L’organizzazione per i diritti umani chiede che Guantánamo sia chiusa e sollecita il governo americano a prendere immediate misure per alleviare le condizioni dei carcerati, quali la fine dell’isolamento prolungato, l’aumento delle attività e delle opportunità di associazione tra i detenuti, contatti regolari con le famiglie e possibilità di fare telefonate e ricevere visite. Chiede inoltre di consentire l’ingresso a Guantánamo di organizzazioni indipendenti e di esperti Onu sui diritti umani, nonché di una équipe indipendente di medici che possa visitare i detenuti e accertarne le condizioni di salute, sia fisica che psicologica. (da.c.)

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