Come è fatto l'Universo? È una grande bolla in cinque dimensioni

come è fatto l'Universo

Come è fatto l’Universo? La descrizione classica lo rappresenta come un gigantesco ammasso di stelle, galassie, materia e radiazione. Il tutto in espansione accelerata. Ma oggi arriva una nuova ipotesi, da un gruppo di ricercatori  dell’Università di Uppsala. Gli scienziati hanno elaborato un nuovo modello che descrive l’Universo come una bolla che si espande in cinque dimensioni: una in più rispetto alle quattro dimensioni della struttura spazio-tempo di Einstein. La ricerca è pubblicata su Physical Review Letters.

L’Universo “classico” è in 4D

La teoria più accreditata che descrive com’è fatto l’Universo, dal Big Bang ad oggi, è il Modello standard della cosmologia. Questo modello rappresenta il cosmo come una struttura in quattro dimensioni, tre spaziali e una temporale, e si basa sulla teoria della relatività di Einstein. Il modello tiene conto anche del fatto che l’Universo  si sta espandendo e che questa espansione risulta accelerata: un dato di rilievo, per cui i cosmologi cercano ancora delle spiegazioni.

Espansione in 5 dimensioni

Oggi il gruppo di Uppsala ha rappresentato l’Universo non attraverso il modello standard, ma mediante un nuovo approccio. Tale approccio si fonda su una complessa teoria fisica, detta teoria delle stringhe, per ora soltanto ipotetica e non verificabile sperimentalmente. L’idea prevede l’esistenza di un cosmo non in tre dimensioni spaziali, come quello classico, ma in quattro – ovvero in cinque, se a quelle spaziali si aggiunge anche la dimensione del tempo.

In questa nuova visione, l’Universo non è che la superficie di una grande sfera, di una bolla che si espande in maniera accelerata non solo nelle classiche 4 dimensioni dello spazio-tempo ma in una dimensione in più. La teoria, inoltre, prevede che in certi punti, dove lo spazio è vuoto, possano formarsi nuovi universi sulla superficie di bolle che si espandono. Così, il nostro universo non sarebbe l’unico.

Un test per la teoria delle stringhe

Il nuovo modello proposto apre le porte a un nuovo modo di pensare il cosmo, in cui l’Universo, come in un ologramma, è solo l’immagine (in quattro dimensioni) di un oggetto che in realtà ne ha cinque. Ma, soprattutto, spiegano gli autori dell’articolo pubblicato su Physical Review Letters, fornisce una struttura matematica per provare a validare la teoria delle stringhe, che non è verificabile sperimentalmente e può essere testata soltanto tramite strumenti teorici.

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