Categorie: Società

Cure palliative, prima è meglio

Le cure palliative, se somministrate in tempi brevi – a poche ore dall’ammissione in ospedale – possono ridurre fino a sette giorni la permanenza del paziente grave nei reparti di terapia intensiva, senza alcun impatto negativo sul tasso di mortalità. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Critical Care Medicine e condotto dai ricercatori dello University of Rochester Medical Center, nello Stato di New York.

La prassi normale prevede che i palliativisti si occupino del malato terminale soltanto alla fine del suo percorso di vita, in genere solo dopo la sua dimissione dal reparto di terapia intensiva e a qualche giorno di distanza dalla decisione di interrompere le cure perché non più efficaci. Lo studio statunitense, condotto tra il marzo 2004 e il marzo 2005 su 191 pazienti con malattia grave e ad alto rischio di morte ricoverati allo Strong Memorial Hospital di Rochester dipinge invece un altro quadro. In una prima fase dello studio, i pazienti venivano seguiti secondo la normale prassi ospedaliera, cioè venivano visitati da un palliativista solo dopo il referto di un medico dell’unità di terapia intensiva. In una seconda fase, invece, i malati ricevevano una valutazione subito dopo il ricovero in ospedale. Ebbene, i pazienti di questo secondo gruppo sono rimasti nel reparto intensivo un tempo significativamente inferiore a quelli del primo gruppo, senza sostanziali modificazioni del rischio di morte o del periodo complessivo di degenza in ospedale.

“Le cure palliative non consistono solo nell’abbandono della terapia più aggressiva” commenta Timothy Quill, direttore del Center for Ethics, Humanities and Palliative Care del centro medico americano e tra gli autori dello studio, “ma nel fornire ai pazienti più vulnerabili e alle loro famiglie gli strumenti e le informazioni per decidere cosa sia meglio fare. L’intervento precoce migliora la qualità della vita del malato, perché riduce il dolore, evita le terapie che non hanno più ragione di essere, e consente a chi soffre di passare gli ultimi istanti di vita in un luogo più confortevole del reparto intensivo”. Non solo. La consultazione anticipata con i palliativisti, commentano i ricercatori, ha dei forti benefici economici: lo studio mostra che ridurre di una settimana il ricovero nelle unità intensive consente un risparmio di circa 450 dollari al giorno per malato, e libera posti letto per coloro che altrimenti sarebbero rimasti fuori. (e.m.)

Admin

Articoli recenti

Una modifica al paradosso di Schrödinger per conciliare quantistica e relatività

Un gruppo di fisici dell’Università di Trieste (e di altri istituti) ha proposto una sorta…

19 ore fa

Il talco può aumentare il rischio di tumore?

Il colosso farmaceutico Johnson & Johnson pagherà 6,5 miliardi di dollari per chiudere le cause…

5 giorni fa

Mesotelioma, 9 casi su 10 sono dovuti all’amianto

Si tratta di una patologia rara e difficile da trattare. Colpisce prevalentemente gli uomini e…

1 settimana fa

Uno dei più misteriosi manoscritti medioevali potrebbe essere stato finalmente decifrato

Secondo gli autori di un recente studio potrebbe contenere informazioni sul sesso e sul concepimento,…

2 settimane fa

Ripresa la comunicazione con la sonda Voyager 1

Dopo il segnale incomprensibile, gli scienziati hanno riparato il danno a uno dei computer di…

2 settimane fa

Atrofia muscolare spinale, ampliati i criteri di rimborsabilità della terapia genica

L’Aifa ha approvato l’estensione della rimborsabilità del trattamento, che era già stato approvato per l'atrofia…

2 settimane fa

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati trattano dati personali (es. dati di navigazione o indirizzi IP) e fanno uso di cookie o altri identificatori necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy.

Leggi di più