Dieta, una questione di cervello

Stare a dieta è una questione di cervello e non tutti ci riescono. Lo sostengono i ricercatori del California Institute of Technology (Caltech, Usa), coordinati da Antonio Rangel, in uno studio pubblicato su Science. La capacità di controllare il proprio impulso della fame, decidendo quali cibi mangiare, privilegiando alimenti salutari anche a scapito del gusto o rinunciando ai propri piatti preferiti, dipende dall’attività di specifiche aree cerebrali, la corteccia prefrontale vemtromediale e la corteccia prefrontale dorsolaterale. Mentre la prima area entra in azione nei processi di valutazione preventivi alla presa di decisione, l’attività della seconda regola impulsi emotivi e interviene nelle persone che possiedono uno spiccato autocontrollo.

A un gruppo di volontari, tutti a dieta, sono state mostrate le foto di cinquanta cibi differenti, in parte salutari e ipocalorici, in parte molto appetitosi, ma tutt’altro che dietetici. Ai partecipanti è stato chiesto di esprimere una valutazione di ciascun cibo. In seguito, è stato richiesto di classificare i cibi sulla base della salubrità dell’alimento. Infine i volontari hanno scelto un cibo da mangiare tra quelli rappresentati in alcune foto selezionate a caso.

L’attività cerebrale dei partecipanti è stata monitorata tramite risonanza magnetica per tenere sotto controllo e misurare il livello di ossigeno nel sangue di alcune aree del cervello.

In questo modo i ricercatori sono riusciti a individuare 19 soggetti con una buona capacità di autocontrollo, che nelle loro scelte avevano preferito cibi salutari, anche se a discapito del gusto. Hanno poi identificato 18 persone che dimostravano, al contrario, scarso autocontrollo, per i quali era prioritario il sapore del cibo, rispetto al suo valore nutritivo. Comparando le scansioni dell’attività celebrale dei due sottogruppi, i neurologi hanno riscontrato considerevoli differenze: nel caso delle persone con scarso autocontrollo, la corteccia prefrontale ventromediale si è attivata ma la decisione è stata presa pensando esclusivamente al gusto del cibo. Nell’altro caso, invece, la decisione era stata presa prendendo contemporaneamente in considerazione sia il gusto del cibo, sia i suoi effetti benefici per la salute. In questo gruppo di persone, cioè, gli impulsi emotivi erano stati regolati grazie all’intervento di una seconda area del cervello nota come corteccia prefrontale dorsolaterale, che consente alla “parte” ventromediale di tenere in considerazione sia il giusto del cibo sia il suo valore per la salute e di orientare di conseguenza la decisione.

Il passo successivo per i ricercatori sarà studiare il modo in cui stimolare questa area del cervello nelle persone con scarso autocontrollo. (e.r.)

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