Ebola in Congo, sono più di mille le persone colpite

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(Credits: World Bank / Vincent Tremeau via Flickr CC)

Oltre mille sono i casi totali di ebola, secondo il Ministero della Salute della Repubblica Democratica del Congo. 1009 i casi totali, 944 sono gli infetti confermati, 629 i morti, di cui 65 probabili e 564 confermati. La seconda epidemia di ebola più grave del mondo, e la peggiore nella storia del paese, continua a imperversare nella regione del Nord Kivu. La situazione è complicata da conflitti decennali e qui, il mese scorso, i due centri di trattamento anti-ebola di Medici Senza Frontiere di Katwa e Butembo sono stati attaccati, costringendo l’organizzazione a lasciare l’area per ragioni di sicurezza.

Distribuzione dei casi di ebola, nei dati resi noti dal Ministero della Sanità congolese.

Ebola in Congo, l’epidemia rischia di crescere ancora

Katwa e Butempo, sede dei due centri di Medici Senza Frontiere dati alle fiamme da aggressori non identificati, restano epicentro della malattia. Secondo quanto riferisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha pubblicato un report il 21 marzo, qui e tra le città di Masereka e Mandima (nella provincia di Ituri), si concentrano l’80% dei casi registrati degli ultimi venti giorni, per un totale di quasi cento infetti. Non si conosce ancora la catena di contagio e, secondo l’organizzazione internazionale, il rischio di diffusione resta alto, minacciando di spostarsi a sud, verso la città di Goma che conta un milione di abitanti.

Migliora il rapporto con la popolazione

Medici senza frontiere, quando i due centri erano stati bruciati, aveva denunciato l’insostenibile militarizzazione da parte del governo della lotta a ebola e i conflitti politici che complicano la lotta alla malattia e che generano sfiducia e diffidenza nella popolazione.

Nel tentativo di migliorare la situazione, rende noto l’Oms, e favorire la collaborazione tra medici e popolazione locale, sono state organizzate cinque piattaforme di dialogo, tre a Katwa, una a Butembo e una a Vuhovi. Le comunità interessate prendono parte alle decisioni che riguardano il contrasto a ebola nelle proprie località. In altre aree continua invece l’attività di consultazione con i leader delle comunità locali. L’intento è quello di ricostruire la fiducia e la reciproca collaborazione: solo così è possibile arginare l’epidemia. E alcuni segnali farebbero ben sperare.

Se il quadro sanitario resta oggi infatti molto preoccupante, malgrado l’avvio anche di nuove strategie nella lotta al virus, la percezione e la collaborazione della popolazione locale sembrano migliorare, riferisce l’Oms. A dimostrarlo alcuni dati incoraggianti: il 90% della popolazione vaccinabile si è fatta vaccinare, per un totale di quasi 90 mila persone, e il 90% di questi ha partecipato a visite successive.

Credits immagine: World Bank / Vincent Tremeau – via Flickr CC

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