Ecco come e quando osservare la cometa Nishimura

SomeAstroStuff / Wikimedia Commons (licenza CC BY-SA 4.0)

Scoperta poco meno di un mese fa da un astronomo amatoriale giapponese, la cometa Nishimura, o C/2023 P1, raggiungerà il punto di massimo avvicinamento alla terra il prossimo 13 settembre e acquisirà la sua massima luminosità pochi giorni dopo, il 17 settembre. Vediamo quali sono i consigli dell’Unione Astrofili Italiani (Uai) per osservarla al meglio, e anche quali altri avvistamenti potrebbe regalarci il mese di settembre.


Il cielo del 2023, tra eclissi, comete e sfilate di pianeti


La cometa Nishimura

Il corpo celeste prende il nome dal suo scopritore, Hideo Nishimura, che ne ha catturato un’immagine nella notte fra l’11 e il 12 agosto di quest’anno. Attualmente, riporta l’Uai, la cometa dovrebbe essere in procinto di entrare nella costellazione del Leone e ci si aspetta che raggiunga il punto di minima distanza dal Sole il 18 settembre, quando i due oggetti astronomici verranno trovarsi a “soli” 34 milioni di chilometri di distanza.

Come anticipato, il momento di massimo avvicinamento alla Terra si verificherà invece il 13 settembre. Pochi giorni dopo, il 17 settembre, C/2023 P1 dovrebbe raggiungere una magnitudine apparente di 5, che la renderà potenzialmente osservabile ad occhio nudo.

La magnitudine apparente è una misura della luminosità di un corpo celeste: minore è il suo valore, maggiore è la luminosità del relativo oggetto astronomico. Attualmente la cometa Nishimura ha una magnitudine apparente di circa 9.2.

La corrispondenza fra il picco di luminosità e il momento di massimo avvicinamento al Sole non è un caso. Le comete, infatti, sono costituite da frammenti di roccia e ghiaccio: quest’ultimo tende a sublimare mano a mano che la cometa si avvicina al Sole, creando così la classica coda e la chioma attorno al nucleo centrale.

Sarà visibile a occhio nudo?

Per avvistare C/2023 P1 ad occhio nudo, quindi, il 17 settembre dovrebbe essere il momento migliore – sempre che la cometa sopravviva al suo “incontro ravvicinato” col Sole. L’Uai suggerisce di provare a cercarla subito dopo il tramonto, volgendo lo sguardo verso la costellazione della Vergine.

Chi è in possesso di un piccolo telescopio o di un binocolo potrebbe invece provare a osservarla già dal 10 settembre, in quel caso puntando al cielo il proprio strumento circa 45 minuti prima dell’alba.

Non solo comete

Settembre, riporta ancora l’Uai, è anche un ottimo mese per osservare il passaggio di stelle cadenti e meteore: per le prime il momento migliore sono le ore che precedono l’alba.

Per quanto riguarda invece l’osservazione delle meteore, l’indicazione è quella di sfruttare i giorni centrali del mese, quando la Luna sarà nel suo minimo, e di volgere lo sguardo verso le regioni di cielo comprese fra le costellazioni di Auriga, Perseo, Ariete e Pesci.

Infine, sempre nel mese di settembre dovrebbero essere visibili, con l’ausilio di piccoli telescopi, anche due asteroidi: Melpomene e Amphitrite. Il primo sarà osservabile all’interno della costellazione della Balena, il secondo nella costellazione dei Pesci.

Via Wired.it

Crediti immagine: SomeAstroStuff / Wikimedia Commons (licenza CC BY-SA 4.0)