Che pieghe assumerà, una volta indossato, il nostro vestito nuovo? Ce lo dice la matematica, grazie ad equazioni descritte su Proceedings of the National Academy of Sciences da Maha Mahadevan e collaboratori, dell’Università statunitense di Harvard, nel Massachussetts. Il comportamento dei tessuti è molto complesso e difficile da descrivere, ed è la fisica a decidere che forma prenderà un tessuto. La forza di gravità lo spinge verso il basso, costringendolo ad ondularsi quando l’estremo superiore è stretto in uno o più punti (come nel caso di una gonna o di una tenda appesa). D’altra parte, la resistenza offerta a questo avvolgimento, che è dispendioso dal punto di vista energetico, fa sì che il tessuto si allarghi anziché pendere dritto. A causa di queste due forze contrapposte, ogni tessuto ha differenti stati stabili di avvolgimento e può passare da uno all’altro a seguito di sollecitazioni anche piccole. Le equazioni di Mahadevan e colleghi dovrebbero aiutare a predire che tipi di movimento inducono il passaggio tra i diversi stati: i grandi stilisti potrebbero così fornire agli acquirenti la possibilità di vedere come si comporta esattamente un abito su di loro. Le equazioni serviranno anche all’animazione computerizzata, aiutando a rappresentare realisticamente il drappeggio naturale dei tessuti nei cartoni animati o nei videogiochi. (va.m.)





