Gapminder, come usare gli open data in classe

    Dati, tantissimi dati, da fonti autorevoli e verificabili. E di tutti i tipi: demografici, ambientali, sulla salute, economici. Si scelgono i parametri tra oltre 500 possibilità e si comincia. Volete sapere come sono cambiate le emissioni di CO2 dagli anni Ottanta in Italia e comparare l’andamento con quello della Cina? O scoprire come si è ridotta la mortalità infantile a seconda del reddito procapite delle popolazioni? Le vie della geografia sociale sono infinite, si direbbe a guardare Gapminder World, un tool gratuito che si può usare direttamente online o offline (basta scaricarlo), messo a punto e diffuso dalla svedese Gapminder Foundation, che lo scorso 7 febbraio ha tenuto un workshop presso il Muse di Trento. Il bello, qui, non è solo scavare in una miniera di informazioni, ma visualizzarle e dare loro significati nuovi. Perché, come ricorda Hans Roslin, tra i fondatori di Gampminder e docente di Salute globale al Karolinska Institutet, avere i dati non basta: bisogna mostrarli in modo piacevole e comprensibile a tutti.

    Bene, eccoci davanti allo schermo: è sufficiente scegliere cosa vogliamo mettere su ascisse e ordinate, e un’infografica (o, in gergo, una dataviz) interattiva e animata comincerà a mostrare le risposte sotto forma di bolle colorate (ciascuna corrispondente a una nazione) che si spostano sul piano cartesiano allo scorrere del tempo. E le risposte a quelle prime domande sono lì: non è una noiosa tabella da interpretare ma un’immagine di forte impatto.

    Dopo aver sviluppato Trendalyzer, il programma (successivamente acquistato da Google) che permette di visualizzare i dati in questa maniera accattivante, la non profit venture si è interessata al mondo della scuola e ha cominciato a pensare a come coinvolgere docenti e studenti. Per ora Gapminder World è corredato da videotutorial e quiz, con numerosi spunti su come utilizzare questo strumento in classe per l’insegnamento di molte materie: geografia, storia e scienze in primis, ovviamente, ma non solo. Uno dei suoi punti di forza, infatti, è la possibilità di ragionare sui dati e interrogarli, per far emergere le risposte a domande sempre diverse e interdisciplinari.

    Un altro punto di forza di questo strumento è la semplicità di utilizzo: anche chi è a digiuno di statistica può imparare velocemente a usare Gapminder, lasciando l’analisi dei numeri alle ore di matematica: tutti i dati, infatti, sono scaricabili.

    Nell’immagine, Hans Roslin (credit: Gapminder)

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