HomeSaluteHantavirus in crociera: cos’è e come si trasmette

Hantavirus in crociera: cos’è e come si trasmette

La notizia di un possibile focolaio di hantavirus a bordo della nave da crociera MV Hondius, bloccata al largo di Capo Verde, ha fatto il giro del mondo in poche ore. Il bilancio provvisorio parla di almeno tre morti e diversi casi sospetti tra passeggeri ed equipaggio, con alcuni pazienti in condizioni critiche e trasferiti d’urgenza in ospedale. Un viaggio esclusivo partito dall’Argentina si è così trasformato in un’emergenza sanitaria internazionale, riportando l’attenzione su un virus raro ma potenzialmente letale, trasmesso principalmente dai roditori.

Cosa sono gli hantavirus

Gli hantavirus rappresentano una famiglia di virus trasmessi all’essere umano principalmente attraverso il contatto con roditori infetti. “Le infezioni possono causare sindromi anche gravi, come la febbre emorragica con sindrome renale o la sindrome polmonare da Hantavirus, sebbene si tratti di eventi rari nei Paesi europei”, spiega Enrico Di Rosa, Presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI).

Trasmissione: il ruolo dei roditori

Il contagio avviene soprattutto attraverso l’esposizione a urina, saliva o escrementi di roditori infetti. Le particelle virali possono disperdersi nell’aria quando questi materiali si seccano e vengono smossi, rendendo particolarmente rischioso il lavoro di chi pulisce soffitte, garage, capanni o altri spazi chiusi infestati. Più raramente, l’infezione può essere trasmessa tramite morsi o graffi di roditori oppure attraverso il consumo di cibo contaminato. “Allo stato attuale, non vi sono motivi di particolare preoccupazione per la popolazione generale: la trasmissione interumana è estremamente rara e difficilmente sostenuta”, sottolinea Di Rosa.

Sintomi: da lievi a potenzialmente fatali

I sintomi variano a seconda del tipo di hantavirus e possono comparire da una settimana fino a otto settimane dopo l’esposizione. Nel continente americano, il virus può causare la sindrome polmonare da hantavirus, che inizia con sintomi simili all’influenza — febbre, brividi, dolori muscolari e mal di testa — spesso accompagnati da disturbi gastrointestinali. Dopo alcuni giorni, la situazione può peggiorare rapidamente con tosse e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, circa un terzo dei pazienti con sintomi respiratori può morire.

In Europa e Asia, invece, è più diffusa la febbre emorragica con sindrome renale, caratterizzata inizialmente da febbre, dolori e nausea, seguiti in alcuni casi da emorragie interne, ipotensione e insufficienza renale. Il tasso di mortalità varia tra l’1% e il 15%.

Cure: nessun farmaco specifico

Attualmente non esiste una terapia antivirale specifica contro gli hantavirus. Il trattamento si basa su cure di supporto: controllo dei sintomi, ossigenoterapia e, nei casi più gravi, ventilazione meccanica o tecniche avanzate come l’ossigenazione extracorporea (ECMO). Nei pazienti con coinvolgimento renale può essere necessaria la dialisi.
Foto di Brett Jordan su Unsplash

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