Il Doomsday clock segna meno 90 secondi all’apocalisse

doomsday clock
(Foto: alexandru vicol su Unsplash)

La fine del mondo è sempre più vicina. A dirlo, puntuale come ogni anno, è il Doomsday Clockl’orologio dell’apocalisse, le cui lancette segnano esattamente 90 secondi alla mezzanotte, ossia la fine del mondo. Ad aggiornarle, durante una conferenza stampa appena svolta, è stato il Bulletin of the Atomic Scientists’ Science and Security Board (Sabs), un consiglio di esperti formato da ben 10 premi Nobel, secondo cui le principali minacce per l’umanità sarebbero, in primis, la guerra tra Russia e Ucraina, le armi nucleari, i cambiamenti climatici, la disinformazione e le tecnologie dirompenti.

Ricordiamo che il Doomsday Clock è una metafora creata dallo stesso comitato di esperti nel 1947, durante la Guerra Fredda, quando segnava 7 minuti alla mezzanotte. Questo orologio, infatti, viene usato per quantificare il rischio di una ipotetica fine del mondo, l’apocalisse appunto, ossia quando l’umanità non riuscirà più a porre rimedi alle minacce create proprio dagli stessi esseri umani. Nel corso degli ultimi 76 anni le lancette dell’orologio si sono via via sempre più dirette verso la mezzanotte, ovvero verso l’ora del giudizio, raggiungendo nel 2020 il minimo storico di 100 secondi. Da quell’anno in poi, come vi abbiamo raccontato, non si sono più mosse e i motivi sono stati molteplici: dai delicati equilibri tra le potenze mondiali, alla risposta inadeguata alla pandemia, ai cambiamenti climatici e alla disinformazione sempre più dilagante.

Secondo gli esperti quest’anno la principale criticità che si deve affrontare con urgenza è sicuramente la guerra Russia-Ucraina, un pericolo senza precedenti, che spinge l’iconico orologio dell’apocalisse più vicino alla mezzanotte di sempre nella sua storia. Le velate minacce della Russia di usare armi nucleari, infatti, ricordano al mondo che l’escalation della guerra è un rischio terribile e la possibilità che il conflitto possa sfuggire al controllo di chiunque rimane alta, anche alla luce del fatto che la Russia ha portato la guerra nei siti dei reattori nucleari di Chernobyl e Zaporizhzhia, violando i protocolli internazionali e rischiando il rilascio di materiale radioattivo.

“Stiamo vivendo in un momento di pericolo senza precedenti e il tempo dell’orologio dell’apocalisse riflette questa realtà”, commenta Rachel Bronson, presidente e Ceo del Bulletin of the Atomic Scientists. “90 secondi è il valore più vicino alla mezzanotte che sia mai stato impostato, ed è una decisione che i nostri esperti non prendono alla leggera. Il governo degli Stati Uniti, i suoi alleati della Nato e l’Ucraina hanno una moltitudine di canali di dialogo. Esortiamo i leader a esplorarli tutti al massimo delle loro capacità per riportare indietro l’orologio”.


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Gli effetti della guerra Russia-Ucraina non si limitano “solamente” a un aumentato rischio nucleare, ma minacciano anche anche gli sforzi globali per combattere i cambiamenti climatici. I Paesi dipendenti dal petrolio e dal gas russi, come raccontano gli esperti, hanno cercato di diversificare le loro forniture e fornitori, portando a maggiori investimenti nel gas naturale proprio quando tali investimenti avrebbero dovuto diminuire.

Accanto alla guerra in Ucraina, le armi nucleari e la crisi climatica, c’è un’altra criticità: quella delle minacce biologiche, come la recente pandemia da coronavirus. Tali eventi, sottolineano gli esperti, non possono più essere considerati rari, dato che il numero e la diversità dei focolai di malattie infettive nel mondo sono aumentati significativamente dal 1980. Sul fronte della disinformazione, invece, ci sono delle buone notizie, come ad esempio, il fatto che l’amministrazione di Biden ha continuato gli sforzi per aumentare il ruolo degli scienziati nell’informare le politiche pubbliche. Anche qui però ci sono state alcune criticità: basta pensare al fatto che all’interno della Russia il controllo del governo sull’informazione ha bloccato la diffusione di informazioni veritiere sulla guerra in Ucraina.

Via: Wired.it

Credits immagine: alexandru vicol su Unsplash