Intere comunità sono state rase al suolo, cancellate dalle mappe come se non fossero mai esistite. È la denuncia di Amnesty International rivolta al governo dello Zimbawe, sulla base delle immagini riprese dallo spazio, che provano la repressione verso la popolazione civile. Le inedite fotografie satellitari mostrano il prima e il dopo: il paese africano, guidato da Robert Mugabe, ha distrutto un intero insediamento abitativo e trasferito forzatamente migliaia di residenti considerati oppositori politici. I ricercatori dell’American Association for the Advancement of Science hanno analizzato due foto dell’insediamento di Porta Farm, scattate dal satellite in due momenti diversi. La prima, risalente a giugno del 2002, mostra un insediamento intatto di quasi un migliaio fra case ed edifici, che ospitava tra le 6.000 e le 10.000 persone. La seconda foto, scattata meno di due mesi fa, il 6 aprile di quest’anno, mostra lo stesso territorio raso al suolo. Secondo gli autori del reportage, il villaggio sarebbe stato distrutto a giugno del 2005 nell’ambito dell’operazione Murambatsvina, (che significa “Restaurare l’ordine”) che la versione governativa giustifica come lotta alla proliferazione degli insediamenti illegali: prevedeva massicci sfratti forzati e la demolizione di case e banchi di lavoratori ambulanti. Ma gli oppositori del regime di Mugabe considerano l’operazione una ritorsione contro chi protesta per le misere condizioni di vita. Secondo i ricercatori americani, l’uso delle tecnologie di indagine satellitare potrebbe in futuro essere di aiuto per incastrare chi ha commesso violazioni dei diritti umani. (m.cap.)





