Categorie: Spazio

La Nasa ha un nuovo piano di difesa dagli asteroidi

Si chiama Pdco, acronimo di Planetary Defense Coordination Office. È un programma appena presentato dalla Nasa, che ha l’obiettivo di rilevare e tracciare i cosiddetti Near-Earth Objects (Neo), ovvero, più confidenzialmente, gli asteroidi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta. Il Pdco, fa sapere ancora l’agenzia spaziale statunitense, “sarà responsabile della supervisione di tutti i progetti finanziati dalla Nasa per trovare e caratterizzare asteroidi e comete che passano vicino all’orbita terrestre attorno al Sole. Avrà un ruolo chiave nella coordinazione degli sforzi delle agenzie spaziali e dei governi per scongiurare ogni potenziale pericolo di impatto”.

Si chiama Pdco, acronimo di Planetary Defense Coordination Office. È un programma appena presentato dalla Nasa, che ha l’obiettivo di rilevare e tracciare i cosiddetti Near-Earth Objects (Neo), ovvero, più confidenzialmente, gli asteroidi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta. Il Pdco, fa sapere ancora l’agenzia spaziale statunitense, “sarà responsabile della supervisione di tutti i progetti finanziati dalla Nasa per trovare e caratterizzare asteroidi e comete che passano vicino all’orbita terrestre attorno al Sole. Avrà un ruolo chiave nella coordinazione degli sforzi delle agenzie spaziali e dei governi per scongiurare ogni potenziale pericolo di impatto”.

Finora, sono stati scoperti circa 14mila Neo, il 95% dei quali dopo il 1998, anno di inizio dei monitoraggi Nasa; ogni anno, ne vengono rilevati più o meno altri 1.500. “Il rilevamento e il tracciamento degli asteroidi e la difesa del nostro pianeta”, dice John Grunsfeld, amministratore associato dello Science Mission Directorate della Nasa, “sono obiettivi che la Nasa prende molto sul serio.

Al momento non ci sono minacce di impatto, ma l’evento di Chelyabinsk del 2013 e il recente asteroide di Halloween ci ricordano di rimanere vigili e tenere gli occhi incollati al cielo”.

Oltre a monitorare comete e asteroidi potenzialmente pericolosi osservati dagli strumenti Nasa (sia a terra che nello Spazio), comunque, il programma analizzerà anche rilevamenti provenienti da osservatori di altre agenzie, valutandone credibilità e attendibilità. Uno degli strumenti su cui attualmente possiamo fare più affidamento è Neowise, un telescopio spaziale a infrarossi; i dati raccolti vengono poi inviati e memorizzati in un database globale gestito dal Minor Planet Center, ed elaborati dai supercomputer del Center for Neo Studies (Cneos) al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. L’agenzia spaziale americana ha anche approntato, per i più apprensivi, un widget che mostra i prossimi cinque approcci più vicini al nostro pianeta.

Via: Wired.it

Credits immagine: Nasa via Wikipedia

Sandro Iannaccone

Giornalista a Galileo, Giornale di Scienza dal 2012. È laureato in fisica teorica e collabora con le testate La Repubblica, Wired, L’Espresso, D-La Repubblica.

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