La Sindone continua a non essere autentica (e due uomini sono stati appesi a una croce per provarlo)

Un esperimento statunitense avrebbe mostrato che le “macchie” della Sindone sarebbero compatibili con quelle lasciate da un uomo crocifisso. Ma i dubbi sono molti (per non parlare del problema della datazione)

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È certamente il lenzuolo più famoso e studiato al mondo. E oggi un nuovo studio, l’ennesimo, tenta di far luce sui segreti nascosti tra le sue fibre sfilacciate dalle temperie. Parliamo, ovviamente, della Sindone di Torino, il telo che secondo la tradizione cristiana avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la crocifissione e che ne porterebbe impressa l’immagine. Una questione su cui fede e scienza sono divise: stando alla maggior parte delle analisi finora condotte, infatti, il lenzuolo sarebbe un manufatto creato intorno al XIV secolo per scopi artistici o didattici. Il nuovo studio, condotto da un’équipe di ricercatori del Turin Shroud Center of Colorado, a Colorado Springs, sembra invece andare nella direzione opposta: gli autori hanno appena presentato i risultati di nuovi esperimenti al convegno annuale della American Academy of Forensic Sciences (Aafs), sostenendo che “le conclusioni sembrano supportare l’ipotesi dell’autenticità della Sindone in modo nuovo e del tutto inatteso”. È davvero così?

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