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L’articolo è servito

di
Marzia Mazzonetto

Accendere il computer, collegarsi a Internet e ritrovarsi immediatamente a disposizione un’infinità di informazioni: per noi questa è ormai una semplice operazione quotidiana. Ma sarebbe un’impresa assai ardua se ci trovassimo in un’università o in un centro di ricerca di un Paese in via di sviluppo. Dove spesso è impossibile rintracciare anche solo un computer e un modem, l’accesso alla rete è di una lentezza estenuante e la banda larga un servizio economicamente proibitivo. Una condizione decisamente penalizzante anche e soprattutto per chi fa ricerca, un’attività dove l’aggiornamento e l’accesso ai dati scientifici è vitale. E che accentua sempre di più quello che oggi viene definito come digital divide, ovvero una nuova forma di divisione sociale: quella tra chi ha o meno la possibilità di accedere all’informazione. Aggirare questo gap tecnologico e permettere ai ricercatori di consultare la letteratura scientifica disponibile in rete è stato l’obiettivo di Hilda Cerdeira, informatica del Centro internazionale di fisica teorica (Ictp) di Trieste. Grazie ai suoi sforzi, circa un anno fa è nato l’e-Journals Delivery Service, un sistema che permette di ottenere articoli scientifici o altri dati disponibili su Internet tramite posta elettronica, facendo uso del software www4mail. “L’idea dell’eJDS è nata alcuni anni fa”, dice Cerdeira, impegnata in questi mesi in un tour di promozione del nuovo sistema, “quando nessuno si era ancora interessato alla soluzione del problema”. Per prima cosa la studiosa saggiò la disponibilità delle più importanti riviste scientifiche, riuscendo a trovare un accordo: “Così è avvenuto con alcune tra le principali istituzioni nel settore, come l’American Physical Society, l’Academic Press e la World Scientific, che hanno concesso di rendere disponibile gratuitamente il loro materiale a ricercatori e scienziati di Paesi particolarmente poveri”, ricorda la ricercatrice.Il passo successivo è stato quello di trovare un sistema semplice ed efficace per l’accesso agli articoli, senza sprechi di tempo e denaro. Un problema risolto grazie al sistema www4mail (web-to-mail), realizzato con l’aiuto di alcuni colleghi all’Ictp. eJDS permette infatti agli utenti di richiedere, tramite un apposito modulo, le informazioni, gli articoli o le pagine Internet che sta cercando. Riceveranno tutto per posta elettronica in un formato molto simile a quello disponibile sul Web e consultabile off-line, senza prolungare il difficile e costoso collegamento alla Rete.”In questo momento mi sto impegnando personalmente a far conoscere a più Paesi possibile questa iniziativa, che per ora ha avuto costi molto bassi e ha richiesto il lavoro di pochissime persone”, prosegue Cerdeira. “A un anno dalla sua nascita abbiamo 1300 iscritti e circa 300 persone che usano effettivamente l’eJDS. Purtroppo in questi Paesi gli ostacoli sono spesso anche umani oltre che tecnici. Per esempio, problemi di gerarchia tra docenti e studenti”. Nell’agenda del nuovo anno di Cerdeira ci sono in programma numerosi viaggi: in Bangladesh, Nepal, India dove sono numerose le istituzioni che si stanno impegnando a promuovere il progetto. La sfida più grande rimarrà però quella di riuscire ad avvicinare, pur tra mille difficoltà, i singoli ricercatori, e convincerli a utilizzare la novità.

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