L’inondazione vista dallo Spazio

Da qualche giorno, dopo che per oltre un mese le popolazioni sono state flagellate da violente alluvioni dovute a piogge monsoniche stagionali d’intensità straordinaria, le acque stanno iniziando lentamente a ritirarsi dal Nord del Pakistan. Dietro si lasciano una scia di distruzione, morte e soprattutto malattie. L’allarme è particolarmente alto per quanto riguarda la malaria che dilaga nel paese. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), tra il 29 luglio e il 23 agosto sono stati 53.707 i casi segnalati nelle tre province del Punjab, Balucistan e Sindh. Al Sud, invece, l’allarme continua ad essere sempre alto: solo negli ultimi due giorni un milione di persone ha dovuto abbandonare le proprie case. In totale le alluvioni hanno colpito venti milioni di persone e hanno provocato quasi 1.600 morti.

Le foto dei satelliti, diffuse dalla Nasa, mostrano le diverse regioni del Pakistan e prima e dopo il diluvio e danno la misura del disastro ambientale e umanitario. Nel Nord, tra le città di Peshawar e Islamabad, dove scorre l’Indo, gli effetti dell’inondazione sono ben visibili e il bacino del fiume appare notevolmente ingrossato. Qui l’acqua ha rotto gli argini in diversi punti, e strade e ponti sono stati danneggiati o letteralmente spazzati via dalle piene. Più a sud, verso il centro del paese, è il fiume Chenab a creare problemi. Le fotografie riprese da Landsat 5 lo mostrano prima e dopo l’inondazione (il 2 agosto 2009 ed il 21 agosto scorsi). Al posto dell’intricato intreccio di rami secondari, vi è ora un’unica enorme distesa di acque fangose. La città di Multan, che sorge ad est del Chenab, è stata risparmiata, ma i villaggi a ridosso del fiume sono stati sommersi.

Spostandoci ancora più a sud, gli scatti dello spettroradiometro MODIS mostrano la valle dell’Indo: alla fine di luglio, l’alluvione imperversava soprattutto nel Nord del paese, e il tratto meridionale dell’Indo appariva ancora come una sottile vena serpeggiante verso la costa. L’immagine del 29 agosto, invece, mostra il fiume come un grande bacino che lambisce la città di Sujawal.

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