Localizzati attraverso i muri

    Due ingegneri dell’Università dello Utah (Usa) hanno ideato un sistema – economico e semplice da mettere in pratica – per tracciare il movimento delle persone nei luoghi chiusi, in grado di localizzare le persone attraverso i muri e altri ostacoli, come gli alberi o il fumo, e nel buio completo. L’innovazione non sta nella tecnologia, basata sulla Radio Tomographic Imaging (RTI) che si serve di semplici radiotrasmittitori, ma nel modo in cui è stata utilizzata per creare un sistema di localizzazione.

    Le persone non devono indossare alcun dispositivo. Le ricetrasmittenti, infatti, vengono poste intorno alle aree da tenere sotto controllo, sia al chiuso sia all’aperto. Nei loro studi, Neal Patwari, docente di ingegneria elettronica, e il suo dottorando Joey Wilson hanno testato l’efficacia del sistema, posizionando 28 ricetrasmittenti (detti “nodi” del network) all’interno di una sala, delimitando un’area quadrata di circa 25 metri quadri; lo stesso esperimento è stato condotto anche in un prato, con 34 nodi posti lungo il perimetro di un’area di 56 metri quadri (i dispositivi sono stati posti su pali di plastica ad altezza uomo).

    Poiché la presenza di oggetti e persone attenua i segnali radio tra i nodi, Wilson e Patwari hanno misurato l’intensità delle onde radio da tutte le ricetrasmittenti sia quando le aree erano attraversate da persone in movimento, sia quando erano completamente deserte; poi hanno sviluppato la formula matematica che permette a un computer di convertire queste variazioni dell’intensità in immagini rappresentative delle persone, che appaiono come aloni colorati.

    La Radio Tomographic Imaging è diversa e molto meno costosa dei sistemi radar. In quel caso i segnali radio sono riflessi dagli oggetti e il radar capta l’eco di ritorno per localizzare il “target” e la sua velocità. L’RTI, invece, rileva le “ombre” nelle onde radio che si creano quando un oggetto le attraversa. Il principio è molto simile alla tomografia usata in medicina che sfrutta i raggi X per ottenere immagini degli organi sullo schermo di un computer.

    Secondo i ricercatori, il network si rivelerà molto utile negli incendi e in situazioni di pericolo e di confusione, o come sistema di sicurezza per gli anziani; Wilson spera di poterlo presto commercializzare e ha fondato lo spin-off “Xandem Technology LLC” a Salt Lake City. In attesa della pubblicazione degli studi su IEEE Transactions on Mobile Computing, la rivista dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers, le ricerche si possono visionare su arXiv.org, un archivio online degli articoli in stampa. (t.m.)

    LASCIA UN COMMENTO

    Please enter your comment!
    Please enter your name here